venerdì 28 ottobre 2011

Il più grande spettacolo (dopo il Big Bang?) è l'accrescimento

Non è solo questione di contenuti, è anche questione di stile.
Sono di parte, ma per me non c'è proprio confronto tra Il Nostro Tempo di Civati & Serracchiani e il Big Bang di Renzi.
Prima di tutto perché Il Nostro Tempo non era solo di Civati e Serracchiani, ma era un po' di tutti noi che eravamo lì, mentre Renzi prepara il suo one man show. Poi perché a Bologna siamo andati tutti per portare un'idea, confrontarla, e siamo usciti con proposte concrete, mentre da Renzi si sentono solo battute semplicistiche e demagogiche.

Cosa sarà il Big Bang di Renzi? Una gara a chi la spara più grossa, per avere il più alto risalto mediatico possibile: una vampata che farà brillare il cielo e poi chi s'è visto s'è visto. "Bene o male, purché se ne parli". Ma dopo?

Renzi vorrebbe davvero fare il Big Bang: un grande lampo che distrugge tutto quello che c'era prima, e che però disperde tutto nell'universo. In una parola: un sacco di energia sprecata.

Da sempre alla parola rottamatori preferisco la parola costruttori. Vogliamo metterla sull'astronomia?
Al Big Bang, preferisco l'accrescimento, ovvero quello che succede dopo, quando l'energia e la materia disperse cominciano a radunarsi.

L'accrescimento non è spettacolare, non si consuma in un istante, però è inesorabile. Non disperde, non distrugge, ma aggrega. E, come trovate spiegato benissimo qui (dal minuto 13 al minuto 16, se vi va) l'accrescimento non si può fare quando si scontrano due masse che viaggiano in direzioni opposte o perpendicolari: in quel modo si distrugge tutto.
C'è bisogno di una massa più grande che attragga il resto, e due masse, per unirsi, devono impattare piano piano, dopo aver fatto un pezzo di strada insieme, con le orbite vicine vicine.
In questo modo si formano i pianeti: unendosi, mescolandosi, fondendosi.
E in questo modo si formano anche le stelle, che dopo aver inglobato tutta questa energia cominciano a brillare di luce propria.

Pensateci un po', non è quello che noi "costruttori" stiamo cercando di fare? Quello che tutto il PD e il centrosinistra dovrebbero fare?
Niente clamore, niente personalismi, avvicinarsi, conoscersi, condividere le idee, contaminarsi. E poi viene il bello: fondersi, amalgamarsi, crescere sempre di più, e produrre energia, invece che disperderla.

Caro Renzi, in bocca al lupo per il tuo Big Bang, ma noi preferiamo un'altra cosa: l'accrescimento. Perché brillare per un istante non ci interessa, ma costruire il futuro sì.

3 commenti:

  1. A me Samuele, sembra che i contenuti in realtà non siano così diversi, anzi. E per chi non è nella giusta cerchia l'organizzazione del one-man-show o la coppia (e ci risparmio quello che abbiamo detto dopo il Lingotto 2 della scelta di Deborah di non stare con noi di Marino) è apparsa altrettanto leaderistica.
    Credo che non dovremmo divederci nemmeno per scherzo, e che Debora, Matteo e Pippo possano intercettare un bacino elettorale in parte complementare. Lavoriamo per questo e non per mettere in ridicolo (contraddizione) le cose degli uni e dell'altro.
    Valter

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  2. Debora si scrive senza acca. (Miro)

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  3. Era un commento di prova, scusate! Di solito non sono così scemo: di più.

    Bellissimo il concetto di Samuele (ah, la scienza!). In ogni caso il blitz di Pippo a Firenze (diciamòcelo: non ce l'aspettavamo) non annulla le differenze.

    L'unica somiglianza è un difetto: ragazzi (?) se vi volete candidare a qualcosa dìtelo! Se aspettate chissà che appoggi vi bruciate.

    E mi dispiacerebbe (anche se si bruciasse Renzi, t'arrivo a di': anche perché sarebbe un ottimo nome per il centrodestra) perché in democrazia decidono gli elettori. E basta.

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