venerdì 17 maggio 2013

Per Pippo Civati segretario del PD - La Toscana si organizza

Domani parte anche in Toscana la campagna congressuale per Pippo Civati segretario del PD.

Prima di tutto proviamo a conoscerci e a organizzarci, perché le manifestazioni di interesse che arrivano sono davvero tante, e vorremmo provare a gestire al meglio questo piccolo patrimonio, che giorno dopo giorno è sempre meno piccolo.


Su facebook abbiamo l'evento con tutte le istruzioni del caso, e anche il gruppo.

Se domani mattina non potete venire a Pisa, ma volete partecipare, scrivete una mail a:

Nella mail mettete:
Nome
Cognome
Data di Nascita
Email
Cellulare
Città
Provincia
Iscritto al PD sì o no
Se iscritto il Circolo
Gli incarichi nel PD
Gli incarichi nelle istituzioni
Cosa fate nella vita e che interessi/competenze avete.

Se potete venire meglio. Di seguito tutte le informazioni e il come arrivare.
L'incontro si terrà in Via Fratti, 9, presso la sede provinciale del PD.
Per chi non è di Pisa, Via Fratti è a 600 m dalla stazione di Pisa Centrale ed è quindi comoda anche per chi viene in treno.
Se venite in auto, in Via Fratti e nelle vie circostanti è possibile parcheggiare a pagamento. Il parcheggio gratis più vicino è a 450 m, in via Alessandro da Morrona, che è a meno di un km dall'uscita Pisa Aeroporto-Pisa Centro della SGC FIPILI.


Se avete facebook, pubblicizzate il gruppo e l'evento.

L'INCONTRO E' APERTO A ISCRITTI E NON ISCRITTI. DITELO A CHI VOLETE.

Tutti i nodi vengono al pettine

Se si fa un governo che non si doveva assolutamente fare, almeno il governo dovrebbe provare a fare le cose che deve assolutamente fare. Per ora mi sembra che il governo abbia fatto solo proclami e incontri. Ma non un solo provvedimento.

E il pettine è sempre più vicino.

mercoledì 15 maggio 2013

I sondaggi non valgono per chi arriva primo. Ma per chi arriva ultimo?

Come già spiegato, e verificato, l'anno scorso da Popolino, i sondaggi de L'Espresso non hanno un gran valore statistico, come evidenziato da loro stessi.
Certo, non può che farmi piacere che, a 20 ore dall'apertura del sondaggio, Pippo Civati sia ampiamente in testa. Però, prima che qualcuno si metta a truccarlo, per gioco o per mestiere, la cosa da sottolineare non è tanto chi guidi il sondaggio (al momento Pippo Civati, seguito a una certa distanza da Matteo Renzi e Debora Serracchiani), ma chi sia desolatamente in fondo.

Nettamente staccati, rispetto a tutti i concorrenti, compreso un Bersani che è ovvio sia fuori dalla competizione, giacciono Enrico Letta e Guglielmo Epifani, cioé il Presidente del Consiglio e il segretario in carica appena eletto.

Questo dato la dice lunga sugli errori politici in cui la dirigenza del PD persevera. Diabolici.

Priorità e merito.

Immaginate di invitare un amico a cena, gli chiedete: "ho intenzione di cucinare l'agnello, ti piace?", e questo ti risponde: "non è una priorità".
Voi che cavolo ci fare con l'agnello? Lo cuocete o lo mettete in freezer?

Lo dico perché oggi il capogruppo PDL in commissione giustizia ha presentato un disegno di legge sulle intercettazioni che "è uguale al testo presentato dal governo Berlusconi", dichiarando che è "una scelta politica".

E il PD che ne pensa? "Che non sia una priorità"


Va bene, non è una priorità. Ma al PD il testo piace o no? Lo appoggeremo o voteremo contro?

Per me bere whiskey non è una priorità, ma se mi regalate un Lagavulin di 20 anni mi fate un gran bel regalo. Se mi portate un Johnny Walker che a casa avete lasciato aperto per due mesi senza tappo, lo butto nell'acquaio.

Ecco, due cose vorrei chiedere al nostro Presidente del Consiglio, e ai nostri uomini al governo e in parlamento, per poter credere almeno un po' che questo Governo fosse necessario e sia utile al Paese, per poterlo sentire un po' mio, per potermi sentire rappresentato:

1) Smetterla di fare i proclami e cominciare a fare le cose.

2) Smetterla di buttare i palloni in fallo con la scusa "non è una priorità".

A ogni proposta, oggi sulle intercettazioni, ieri sulla legge elettorale, domani sullo ius soli, per favore, si risponda subito sul merito: ci piace, non ci piace, lo faremo, non lo faremo, faremo il contrario.
Così ci si capisce.

domenica 12 maggio 2013

I numeri di Epifani

Per amore di verità, visto che sulla stampa si trova scritto che Epifani è stato eletto segretario con l'85% dei voti, vi riporto i numeri dell'Elezione di Epifani.
L'assemblea nazionale del PD era composta da mille membri.
Per evitare che manchi il numero legale, i membri sono stati rivisti, e attuamente ancora un numero compreso tra 930 e 940 sono in carica (alcuni non sono più iscritti e sono decaduti). Infatti per presentare candidature ieri ci volevano 94 firme, cioé il 10%.

Hanno votato circa 600 persone, ed Epifani ha preso 458 voti. E' chiaro a tutti che 458/600 non fa l'85%, ma circa il 76%. L'errore non è un errore, ma è dovuto al fatto che la presidenza dell'Assemblea PD non perde il vizio di manovrare i numeri in modo politico. Il risultato della votazione è stato:
458 voti Epifani
68 schede bianche
60 schede nulle.
Marina Sereni ha annunciato i risultati così:
Votanti 594, nulle 60, voti validi 526, bianche 68, Epifani 458. Epifani eletto con l'85% dei voti validi.

Trovatemi voi una elezione in cui le schede bianche si contano con le schede valide, o a scelta una elezione in cui le schede nulle e le schede bianche hanno un significato o un valore diverso.
Votare bianca o scrivere "Conte Mascetti" è un modo come un altro di esprimere dissenso.

Per cui Epifani è stato eletto segretario col 76% dei votanti, e con meno del 49% degli aventi diritto.

Buon lavoro a Epifani.


PS: io ho votato Beatrice Brignone, e la mia scheda è stata annullata. Per me Beatrice sarebbe davvero stata più brava di Epifani a fare il segretario.

PPS: la notizia di ieri è che il PD ha eletto un nuovo segretario, e questa NON ERA la notizia di apertura di nessun TG ieri sera, e di nessuno dei grandi quotidiani di stamani. Per me questo è sintomo del lavoro titanico che dobbiamo fare, tutti insieme, con Epifani prima, e col segretario vero eletto dalle primarie a ottobre, dopo.

sabato 11 maggio 2013

E arrivò l'assemblea nazionale.

7:50 - Ci siamo. Dopo due mesi e mezzo da elezioni che avremmo dovuto vincere, inutili (e poco convinti) tentativi di coinvoilgere il M5S nel "governo del cambiamento", un mesetto da una serie di figure meschine rimediate durante l'elezione del Presidente della Repubblica, la dimissione di tutti i gruppi dirigenti (per molti la definirei pseudo-dimissioni) e la nascita del governo delle grandi intese, il PD oggi va alla sua Assemblea Nazionale.
Alla fine i giochi sono stati scoperti. Il candidato forte sarà Gugliemo Epifani, anche se di forte in questo partito, mi par che non ci sia più nulla.
Si parte "a sbrillume", sole in collina, nebbia a Pontedera. Alla stazione incontro il mio miglior nemico, Gabriele Toti. Prima che arrivi il treno la nebbia si dirada e ti sforzi di essere ottimista. Però è da ieri sera, da quando wikipedia ha già scritto che Guglielmo Epifani  è segretario del PD, che questo pensiero non mi esce dalla testa: siamo al governo guidato da un esponente del PD e uno del PDL, Letta e Alfano, che provengono dalla DC. La guida dei due partiti, PD e PDL, da oggi potrebbe essere in mano a due uomini, Epifani e Berlusconi, che provengono dal PSI. E poi la chiamano terza Repubblica.

8:00 - La giornata comincia bene. Mentre aspetto il treno a Firenze, arrivano le delegate empolesi. Tra queste Laura, che mi porta un regalino per Filippo. Grazie!

8:50 - Leggo un sondaggio su Repubblica. I sondaggi sono quella cosa che quando ci dicono bene non ci beccano, e quando ci dicono male ci beccano. Il sondaggio di oggi dice che non solo non siamo più il primo partito. Già dal giorno dopo le elezioni i giornali dicevano che il centrodestra era avanti come coalizione. Già oggi poi la coalizione non c'è nemmeno più (la nostra). Ora non siamo nemmeno più il primo partito. Il nuovo segretario partirà in salita. Molto ripida.

10:30 - Arrivo alla fiera, saluto quelli di #occupyPD, e mi metto anche io la maglietta. Da delegato devo stare dentro, ma oggi mi sento soprattutto qui fuori con loro. Entro in assemblea (dove la 3 non prende e il wifi è un optional), e mi rendo conto che fare il liveblogging sarà dura. Però ogni tanto esco e ci provo a raccontarvi lo stesso che succede.

10:50 - Marina Sereni introduce e dà la parola a Bersani, per un breve saluto. Tutti si alzano in piedi e applaudono. Un tanfo di ipocrisia pervade l'aula. Bersani: "si vince assieme, si perde soli". Altro applauso, altra ipocrisia traboccante.

11:00 - Fuori arriva Matteo Renzi e i giornalisti lo assediano.

11:30 - Renato Soru: abbiamo regalato a Berlusconi la comunicazione via TV, ora qualcuno vorrebbe regalare internet ai grillini.

11:40 - Gozi dice che i 101 sono ancora una ferita aperta. Quelli che applaudono in sala sono molti meno di 101.

12:20 - Adesso! Parla Matteo Renzi. Facciamo l'analisi del voto e anche l'analisi del vuoto. Renzi ripete le cose che ha detto a Repubblica: a) chi non voleva gli elettori di centrodestra alle primarie ora si becca i ministri; b) questo non è il Governo che volevamo, ma cerchiamo di fare il meglio possibile e di rivendicare il bene che fa, se no facciamo un altro regalo a Berlusconi, che sarà l'unico a rivendicarne i meriti, ma potrà additare a noi le cose che non vanno. Il Pd non va occupato, va aperto. OpenPD più che occupyPD (nessuno applaude). E poi si leva il sassolino dalla scarpa: quando avete voluto il certificato medico per far votare la gente alle primarie, abbiamo cominciato a perdere le secondarie. E finisce con la battuta: PD e PDL paiono come il wrestling, dove fanno solo finta di picchiarsi.

12:35 – Stefano Fassina: questa assemblea era stata descritta come uno psicodramma, invece è tutto tranquillo e va tutto bene. Vorrei provare a contestualizzare. La sinistra ha problemi in tutta Europa. Quindi i nostri limiti specifici, che ci sono, alla fine poco contano. Si sarebbe fatto schifo comunque. Per il Governo Letta voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, perché lo é. Chiedo a tutti: giudicate il governo dai risultati, non vi fate affascinare dalla retorica dell’inciucio.

12:45 Rosy Bindi: non mi sono dimessa per il mio cattivo carattere, ma perché ciascuno porta il peso delle responsabilità che esercita. E comunque se chi dicesse che non ha votato Prodi dicesse perché non l’ha fatto farebbe un gran servizio al partito (qualcuno applaude forte, altri applaudono distrattamente, altri applaudono e diventano rossi in viso, altri fanno finta di essere distratti). Chi porta la prima responsabilità è più responsabile di altri, anche se è stato tradito. I ruoli o li eserciti o diventano una piccola gabbia, che non fanno bene né a te né alla comunità. Silenzio glaciale in sala. Non mancherà il sostegno a Enrico Letta che ha dimostrato straordinaria capacità. Non ci dimentichiamo mai della politica e che idee politiche diverse portano a scelte diverse.  Fare il governo col centrodestra non significa rinunciare alle nostre idee e voler perseguire la pacificazione a tutti i costi e la retorica della pacificazione. Se non ci manteniamo alternativi al centrodestra, non solo ci imporranno i loro ministri, ma ci prenderanno anche gli elettori.

13:10 – Gianni Cuperlo: in questi anni non è fallito un pugno di banche ma un modo di intendere l’economia. I ricchi sono diventati troppo ricchi, i poveri troppo poveri e il ceto medio è stato travolto. Un partito può perdere le elezioni, ma la nostra crisi è aggravata dal fatto che il Paese è fragile. E da anni la politica ha lasciato indietro l’equità. Abbiamo provato a fare un governo di cambiamento, che non è fallito per colpa nostra (ma dei grillini, ndr). Vorrei dire a Renzi che i voti del centrodestra non li conquisti se offuschi le tue idee.

Finisce Cuperlo. Molti applaudono, pochi sanno il perché. Mi sa che la vecchia guardia ha scelto il cavallo per il dopo ottobre.

13:30 – Parlano i giovani di “occupy PD”. La gran parte dei delegati è in sala mensa. L’incontro tra la base e il vertice non s’ha da fare. “Vogliamo ricostruire lo spirito originario del PD”


I deputati passano per la sala, così viceministri, sottosegretari, presidenti di commissione. Mi danno l'idea di vivere proprio in un altro mondo rispetto alla gente normale. Li vedo lontani, viscidi, inaffidabili. E mi meraviglio davvero che i traditori siano stati solo 101.

13: 35 - La presidenza comunica che ci sarà un solo candidato: Gugliemo Epifani

13:50 - Pippo Civati: qui tutti fanno un appello all'unità, quasi all'unanimità, che mi pare molto diverso da quello che abbiamo vissuto in questi giorni.  Voglio un congresso vero, lo voglio al più presto possibile, e vorrei che nessuno pensasse di poter cambiare le regole ora. Non vorrei che qualcuno pensasse, dopo il governissimo, di fare anche il partitissimo. Qualcuno ha preso con leggerezza il movimento di #occupyPD, io credo invece che dobbiamo ascoltarli e fare nostre le loro istanze. Ce la prendiamo con twitter ora, "non è colpa delle stelle se siamo servi" (Shakespeare). Non prendiamoci in giro: sosteniamo gli otto punti, ma diciamo chiaramente ai nostri elettori quali siamo in grado di fare con questo governo. Non c'è solo una drammatica crisi di consenso nel PD, che è sotto agli occhi di tutti, ma c'è anche crisi di militanza e di appartenenza dei nostri elettori e dei nostri iscritti. Ho fatto una scelta difficile e dura di non votare la fiducia al governo Letta, perché la discussione se fare questo Governo si è voluta fare dopo che il Governo c'era già. L'impegno a sostenere Letta nelle cose positive che farà c'è, non si gioca al tanto peggio tanto meglio, ma al tanto meglio tanto prima: sappiamo i limiti del Governo, e quindi cerchiamo di fare il possibile prima possibile. Viviamo un po' come in viva la libertà, ci vorrebbe un gemello, per tutti noi. Un gemello di questo PD, più appassionato.

Io sono di parte, ma questo Civati qui ha un'altra stoffa.

Ognuno parla di quello che vuole e poi ci mette un inciso: "e ovviamente tutti sosterremo Epifani con grande forza". Ecco, credo che Epifani si dovrebbe toccare un po' sotto.

14:10 - Enrico Rossi: oggi è stato fatto un passo importante, ora dobbiamo farne un altro e indire subito il congresso, con le date. La responsabilità di cosa è successo è collettiva.

14:30 - è l'ora di Epifani. Cosa ha detto ve lo leggete da un'altra parte. Io sottolineo solo questo passaggio: bisogna graduare i diritti e i doveri. Un iscritto ha pochi doveri e molti diritti, un dirigente ha molti più doveri e molti meno diritti. E ancora: "bisogna essere coraggiosi, ma coraggiosi non vuol dire incoscienti." Ha anche detto che ha parlato: "con quei ragazzi" di occupyPD. Forse poi spiegherà anche che ne pensa di "quei ragazzi" (tono lievemente dispregiativo).

14:45 -  Epifani finisce, la presidenza annuncia che il seggio è aperto. Il dibattito continua ma la stanza è vuota.

14:55 - Fassino: non me la sono sentita di guidare il Partito in questo momento, perché prima di tutto devo pensare a fare il Sindaco (come se ci fosse stata la messe a raccomandarsi, ma questa cosa l'ha vista solo lui, ndr).

15:20 - Sandra Zampa: io non ho votato Marini perché ero contraria al governo delle grandi intese. I 101 che non hanno votato Prodi lo hanno fatto perché erano favorevoli al governo delle grandi intese. Ora che abbiano vinto abbiano almeno il coraggio di dirlo.

16:00 - è il momento del premier, Enrico Letta, che esordisce con "questo non è il mio governo ideale, e nemmeno il presidente del Consiglio è il mio presidente ideale". E poi si va avanti alla volemose 'bbene, dicendo che Cecyle Kyenge ha fatto capire a tutti gli italiani che non siamo più un paese monocolore (al contrario del governo, mi verrebbe da dire), e la volontà di avere un partito alla Liverpool, che sappia dire alla gente: you'll never walk alone.

Insomma, fino al gran finale vi c'ho portato, la batteria è scarica, e qui siamo anche stanchini.
Ora vediamo se Epifani sarà eletto.

Note personali:
Ho incrociato Rosy Bindi e gli ho detto le seguenti parole: visto che ho contestato duramente e anche rudemente il tuo modo di gestire l'assemblea quando eri presidente, mi sento in dovere di dirti che ho molto apprezzato il tuo intervento di oggi.

Gianni Cuperlo mi ha salutato, gli ho fatto il seguent in bocca al lupo per il congresso: "spero che tu arrivi secondo, ma di poco". Io ho sorriso, lui ha sorriso. E mi ha chiesto. "E primo?" "Che domande: Pippo Civati."

venerdì 3 maggio 2013

La differenza tra i mezzi e i fini. La differenza tra essere generosi ed essere paraculi

Prendetevi qualche minuto e leggetevi questo bellissimo pezzo di Pippo Civati.
Con la solita chiarezza, ma anche con il solito calore, Pippo cerca di far capire che la rete è un mezzo e non un fine.
Se i militanti, se la "base" non digerisce il governo Letta, non è colpa della rete. Se la "base" vorrebbe stanare uno a uno i 101 franchi tiratori, e non li vorrebbe più vedere in Parlamento non è colpa della rete.
La rete è solo uno strumento di oggi, che ti cambia la vita. Come dice Pippo, crea relazioni vere, e fa mantenere relazioni vere.

E sono proprio curioso di sapere come passano le serate quelli che dicono: "Civati sta troppo sulla rete". Magari a guardare un talk show, dicendo "se ci fossi io sarei più bravo", magari a tessere accordi di basso profilo, magari a telefonare a questo o a quello per raccomandarsi, ieri di avere un posto in una lista bloccata, oggi di avere uno strapuntino da sottosegretario.

Invece, quello accusato di stare troppo sulla rete, la sera la passa riempiendo i teatri. Senza risparmiarsi. Perché quando uno è generoso, lo è sulla rete e lo è di persona. Così come quando uno è un paraculo opportunista, lo è sulla rete e lo è di persona.

mercoledì 1 maggio 2013

Buon primo maggio. A tutti.

A quelli che hanno il lavoro ma non hanno voglia di lavora';
a quelli che lavorano per passione;
a quelli che lavorano per portare a casa il pane;
a quelli che vorrebbero andare in pensione troppo presto:
a quelli che andranno in pensione troppo tardi, e forse la pensione non la troveranno;
a quelli che avrebbero voglia di lavora', ma il lavoro non ce l'hanno;
a quelli che lavorano, però non li paga nessuno;
a quelli che studiano, che fanno il lavoro più difficile e meno gratificante (specie in Italia);
a quelli che leggono l'articolo 1 della nostra Costituzione e gli viene spontaneo un sospiro.
A tutti buon primo maggio.

martedì 30 aprile 2013

La priorità del governo.

Così Repubblica.it riassume le priorità del neonato governo Letta: levare l'IMU e il lavoro.
Nell'attesa di capire se le risorse si impiegheranno per restituire l'IMU anche ai milionari o se si useranno per rilanciare lavoro ed economia, mi limito a sottolineare che mi pare un po' la stessa cosa della busta gialla e della busta blu dell'IKEA.


venerdì 26 aprile 2013

Sunto della direzione provinciale del PD di Pisa

Si è cominciato così:
"La direzione provinciale fa propria la preoccupazione degli iscritti e raccoglie l’indignazione della
base del partito che si è manifestata in modo spontaneo".

Verso la fine:
"Per non parlare di quei poveri soldati sovietici che nel 1968, sprovvisti di altro mezzo di locomozione, andarono a visitare il Museo di Praga col carrarmato, e furono inspiegabilmente assaliti da autoctoni xenofobi in Piazza San Venceslao".

lunedì 22 aprile 2013

Grillo e Debora.

La notizia più bella è che Debora Serracchiani, in un clima totalmente ostile al PD ha vinto le elezioni in Friuli. Si dirà che le ha vinte di un'incollatura. Vale la pena far notare che:

- alle politiche del 24 e 25 febbraio la coalizione di Bersani ha preso 198.175 voti (27.49%), alle regionali di ieri e oggi Debora Serracchiani ha preso, a scrutunio non ancora ultimato, 210.000 voti. Quindi la coalizione Italia Bene Comune ha guadagnato anche in voti assoluti, nonostante il crollo dell'affluenza.

Oserei dire che il clima allora non è ostile al PD, ma a un certo modo di intendere il PD. Non vi dico io quale sia, per non essere accusato da D'Alema, Fioroni, Bindi, Letta, Franceschini e compagnia di strumentalizzare il risultato elettorale. Ognuno ci legga quello che vuole, Debora ha detto: "abbiamo vinto nonostante tutto e nonostante Roma".

- L'UDC era alleata col PDL e con la Lega Nord.

Anche qui, volendo strumentalizzare, si potrebbe dire che le elezioni non si vincono con le alleanze al centro, ma con persone valide e programmi chiari.

- La notizia più sensazionale è però il risultato del Movimento 5 Stelle,  che crolla dal 27% e 196.000 voti delle politiche, al 20% e 102.000 voti delle Regionali.

Non c'è bisogno di essere Diamanti per capire che aveva ragione chi diceva che era giusto per il PD sfidare Grillo, e che sbagliava che diceva che il PD si è fatto umiliare da Grillo.
Non c'è bisogno di essere Diamanti per capire che metà degli elettori del M5S non capisce il rifiuto di Grillo, Crimi e Lombardi ad impegnarsi nel Governo per cambiare il Paese. Nonostante la foglia di fico di Rodotà.

Sarà troppo tardi per ripensarci o qualcuno vorra trarre insegnamenti dalla lezione di Debora?

PS: le fonti le trovate qui:
elezioni politiche
elezioni regionali

sabato 20 aprile 2013

Contromano

C'è una pattuglia dei carabinieri in autostrada.

La centrale li chiama:
"Intervenite urgentemente, ci segnalano che una macchina ha imboccato l'autostrada contromano".

E il carabiniere al volante, cercando di schivare le macchine che gli si paravano incontro: "una macchina? Ma qui tutti hanno preso l'autostrada contromano!"

Se non avete capito, sostituite i carabinieri con i parlamentari PD che oggi hanno votato Napolitano.

Oltre al danno, la beffa.

E così, mentre io (da candidato non eleggibile) facevo campagna elettorale cercando di spiegare che si doveva votare il PD per il nostro programma e non perché si era semplicemente contro Berlusconi, i nostri soloni continuavano a dire che si era un Paese bipolare e che eravamo l'unico argine al berlusconismo.
Franceschini, uno di quelli che le primarie non le ha fatte, lo disse davanti a mille persone al Palazzo dei Congressi a Pisa, per dire.
Ora, quegli stessi soloni, dopo aver vigliaccamente votato contro Prodi, aprono le porte a una grande alleanza con Berlusconi.

Con due effetti collaterali:

1) Berlusconi ci manderà a casa quando pare a lui. E sarà molto presto.

2) A quel punto, se chiederemo un voto contro Berlusconi, lo chiederemo per Grillo. Perché oggi è questo il bipolarismo che c'è in Italia.

venerdì 29 marzo 2013

Ne abbiamo il diritto

Caro Presidente della Repubblica,
noi gente per bene, noi gente di sinistra, noi che abbiamo votato PD, SEL, Centro Democratico alle ultime elezioni, e che siamo arrivati primi, ma per poco, se non abbiamo il diritto a vedere Bersani chiedere la fiducia alle Camere, abbiamo il diritto di vedere Grillo fare il governo a 5 Stelle (con il premier a rotazione?) o di rivedere Berlusconi al Governo, dopo che uno di questi due abbia vinto le elezioni. Non ora che hanno preso meno voti di noi.
Per cui, caro Presidente, faccia eleggere un suo successore che, verificata l'impossibilità di fare un Governo, possa sciogliere le Camere e ci dia il diritto di votare.
Magari stavolta vinciamo davvero, o magari vanno a governare Grillo o Berlusconi. Ma non sarà colpa nostra.

La macchina senza carburante. #sipuòfare


Io con la macchina ci faccio che cazzo mi pare, o almeno dovrei essere libero di farlo. Da tempo invece è obbligatorio metterci la benzina dentro e usarla per muoversi, e le parti meccaniche sono mosse dal motore, e le ruote obbligate a muoversi dal ricatto del cambio. L’automobile è piena di parti meccaniche senza voce, ad eccezione del computer di bordo e delle sospensioni intelligenti. C’è stato un sovvertimento silenzioso delle automobili contro lo spirito stesso del loro libretto di istruzioni:”pag 27-3: i sedili sono reclinabili e possono essere usati a piacimento in caso di sosta lunga e prolungata (anche per fare le cose sporche). Mentre non si può guidare per più di quattro ore senza fare una sosta, magari in Autogrill, e comunque in macchina non si può andare in giro senza una meta o senza uno scopo, ma per andare in un luogo definito prima della partenza, e prima o poi si deve sempre ritornare a casa”. Se nella macchina non c’è la benzina (in realtà è in riserva da una settimana, ma una mezza bicchierata c’è sempre, se non è esalata nel frattempo) però c’è la luce da lettura che già da ora può operare per cambiare le nostre conoscenze letterarie. Non è necessario metterci la benzina per passarci l’aspirapolvere, o per cambiare urgentemente i tappetini, o per i tagli al deodorante. Basta volerlo, la macchina può essere lavata e pulita, sin da domani. Si fa passare l’idea che senza la benzina la macchina è immobile, congelata, in balia dei ragazzacci che la dondolano e la spingono, dei meccanici, ma si tace sul fatto che se uno la macchina la lascia in cima a una salita, la macchina si può muovere per un bel pezzo in discesa, e se prende l’aire anche per un po’ in pianura senza la necessità di metterci la benzina. Anzi, si parcheggia a posta in fondo a una vallata, spostando sine die la sua possibilità di muoversi senza alcun motivo se non quello di attribuire in seguito i posti di guida ai trombati alla visita per il rinnovo della patente. Si sottolinea in questi giorni che un mancato rifornimento di metano al distributore dell’agipmenop, il miglior amico della benzina con il piombo, impedirebbe la rimozione di questa ultima dai serbatoi. Se è così invito i cosidetti produttori di macchine ibride a rimuovere i serbatoi dalle loro automobili, a far rimuovere dai distributori tutte le pompe di gasolio, e di abolire tutte le raccolte a punti, di cui tutti si vantano nelle loro campagne pubblicitarie trasmesse nell’intervallo delle partite della nazionale di calcio, a rinegoziare il prezzo dell’idrogeno, generosamente prodotto grazie a energia elettrica prodotta a sua volta da centrali a petrolio. SI PUO’ FARE! (ma voi non lo farete mai). La macchina deve riprendere la sua centralità nella vita familiare.


Vi sembro pazzo, eh? Oppure vi sembra di averla già sentita da qualche parte?

sabato 23 marzo 2013

La democrazia degli uno vale uno

Una domanda: ma se il 55% degli elettori grillini è contraria alla fiducia a Bersani, e il 45% degli elettori grillini è invece favorevole, è più democratico che tutti i senatori grillini votino contro la fiducia, oppure che solo il 55% dei senatori grillini voti contro?
E' una domanda vera, non retorica, vorrei sapere che ne pensate.
Il numero 55% l'ho scelto a caso. Numeri più affidabili qui.

giovedì 21 marzo 2013

Audio esclusivo: le richieste di Grillo e co. a Napolitano

Capito?


Chi ha preso più voti alle elezioni

La capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi ha testualmente dichiarato: "Il Movimento 5 Stelle è stato il primo per numero di voti, la prima forza politica alle ultime elezioni. Per questo chiediamo ufficialmente l'incarico di governo, et cetera."

Per amor di verità, posto che Grillo può essere considerato il vincitore mediatico, e se volete anche morale delle elezioni, giovi ricordare che:

1) L'incarico di Governo, così come il premio di maggioranza, non spettano al primo partito, ma alla prima coalizione. La coalizione Italia Bene Comune, guidata da Pierluigi Bersani, ha preso il 29.55% dei voti validi in Italia, quella guidata da Giuseppe Piero Grillo il 25.55%.

2) Il Movimento 5 Stelle non è nemmeno il partito più votato dagli italiani, il Partito più votato dagli italiani è il Partito Democratico. Alla Camera dei Deputati il PD ha preso 8.644.523 voti in Italia e 288.092 dagli italiani all'estero, per un totale di 8.932.615. Il M5S ha preso 8.689.458 voti in Italia e 95041 dagli italiani all'estero, per un totale di 8.7844.499. Al Senato della Repubblica, che è la Camera dove i voti del M5S sono decisivi per il diverso meccanismo elettorale, il divario di voti  tra PD e M5S è ancora più grande: il PD ha preso 1.177.000 voti in più in Italia (esclusi Val D'Aosta e Trentino AA), 185.000 voti in più all'estero, le liste collegate al PD hanno preso più del doppio dei voti del M5S in Val D'Aosta e Trentino AA.

E' vero che il PD non ha vinto nettamente le elezioni, come tutti prevedevano, e non ha una maggioranza al Senato. Però, se qualcuno facesse notare i dati al M5S, allora dovrebbero convenire che l'incarico di governo spetta al PD.

lunedì 18 marzo 2013

L'uomo megafono

Indiscrezioni di stampa dicono che Beppe Grillo, pentito di aver censurato alcuni commenti sgraditi al suo post un tantino autoritario, promuoverà un referendum on-line tra tutti i militanti del Cinque Stelle per decidere su come tirare avanti la legislatura.

Tra le regole del referendum on line ci potrebbe essere la seguente: chiunque voti in dissenso dal megafono del MoVimento, favorendo inciuci ed esponendo il MoVimento al pubblico ludibrio, sarà immediatamente espulso dal MoVimento stesso.


PS: per dire come si è bravi a gestire l'immagine e l'informazione. Fate un giro su beppegrillo.it.
L'apertura è su D'Alema Presidente della Repubblica: grande foto e 3 colonne piene, agitare gli spettri è sempre utile (5000 commenti). Sotto c'è il post sul Papa, in bella evidenza. La captatio benevolentiae funziona sempre (4000 commenti). E il post più letto, quello più commentato (quello che ho linkato sopra)? In mezzo a un colonnino laterale quasi invisibile intitolato "minipost precedenti". Numero di commenti? 13000 circa, più tutti quelli censurati di cui non ci è dato sapere. Ah, già 1vale1 solo per le persone, mica per i post sul blog. Lì ci si può adeguare a manipolare l'informazione come fanno tutti i giornali di regime del PDL, PDmenoL. E anche del M5SpiùL.


mercoledì 6 marzo 2013

Parole e occhiali

Quando uno fa un intervento così, che se solo il grande pubblico lo potesse ascoltare il PD avrebbe subito il 40%, si potrebbe pensare che non è vero che la perfezione non esiste.
Però, se non solo si ascolta ma lo si guarda anche vien da pensare: "ma che cavolo di occhiali ti sei messo, Pippo?"

I rapporti tra il PD e il Movimento 5 Stelle. Per esempio.

Oggi non parlerò della Direzione Nazionale del PD. Lo fanno già tutti, e senza la replica di Bersani mi pare anche inutile.

Vorrei invece che leggeste la risposta che ha mandato un elettore del Movimento 5 Stelle al mio post di ieri, in cui sfidavo i grillini a governare con noi, oppure tutti a casa. Loro compresi.

Troverò modo e tempo per rispondergli, ma non mi pare corretto farlo ora. Perché non voglio avere a tutti i costi l'ultima parola. Oggi è tempo di cercare di capire il loro punto di vista.

Premesse:
1) molti elettori del cinquestelle scambiano quotidianamente opinioni politiche con molti elettori del PD. La mia bacheca di facebook ne è un esempio, e non è che una goccia nel mare della rete. Questo significa che dialogare si può. E significa anche che molti attuali grillini guardano con interesse al PD.

2) alcuni elettori grillini ed alcuni deputati grillini saranno anche degli invasati che lavano i panni col biowashball, temono i chip del Grande Fratello, o ripudiano gli assorbenti, ma la stragrande maggioranza di loro sono persone per bene, che ragionano, e che sono stufe di una politica che non dà risposte ai cittadini. Quindi, specie se vogliamo collaborarci sul serio, mettiamoci bene in testa questa cosa.

Ecco il punto di vista di Giacomo da Riparbella.

Ciao Samuele, ho letto il post sul tuo blog, e in relazione a questo ti scrivo questo messaggio. E' solo uno scambio di opinioni, tutto qui. Capisco che non vogliate ri-governare con B. Come biasimarvi...!?!?!? Perchè per voi B. è la causa di questo sfacelo, il marcio di questo paese. Rispettabilissima la vostra posizione. Però dovreste provare anche ad uscire dalla vostra testa, ed entrare in quella di un 5stelle. Per il 5stelle far governare B. è "un crimine contro la galassia", perchè il 5stelle con il PD condivide l'idea che B. sia veramente quanto di peggio la politica italiana abbia prodotto negli ultimi 20 anni. Però per un 5stelle, a differenza dei piddini, B. non rappresenta l'unica causa. Per un 5stelle B. è potuto essere B perchè c'era un PD che dall'altra parte non gli ha mai fatto veramente la guerra. Tante dimostrazioni di collaborazionismo tra csx e cdx si sono verificate negli ultimi 20 anni. E sono convinto che questo non sia stato voluto dalla base, ma dai vertici collusi con B. Bene, precisato com'è che vede la situazione italiana un grillino, voi della base del Pd dovreste provare a capire questo e a capire che per il 5stelle rifiutarsi di governare con il Pd non è solamente o semplicemente una furbata per avere più voti alle prossime elezioni, ma fa parte davvero della sua natura, un po' come per voi il non voler governare con B., ovvero la natura di movimento contro la classe politica tutta, movimento rivoluzionario e non partito riformista pronto a sedersi a un tavolo a scendere a patti. So che per molti del Pd sedersi al tavolo e scendere a patti non è una brutta cosa. E penso nemmeno per il 5 stelle. Il problema è che al tavolo col 5stelle non si siederebbe la base del pd che come ho potuto verificare sarebbe anche disposta ad accogliere veramente molte istanze del 5stelle, ma si siederebbero quei big che hanno contribuito insieme a B. allo sfacelo dell'Italia. Se il pd non fosse questo pd, il 5stelle si siederebbe al tavolo. Anzi, azzardo. Se il Pd non fosse questo Pd, forse il 5stelle nemmanco ci sarebbe. Perchè le istanze che porta avanti il 5stelle le avrebbe portate avanti il Pd in quanto forza di sinistra vicina alle fasce più deboli. Il vero problema, e poi chiudo, è che fraintendete quello che voi vorreste che fosse il pd (con il quale magari il 5stelle avrebbe anche potuto dialogare) con quello che invece è effettivamente il PD. Quindi, l'invito mio è, evitate di commettere lo stesso errore che fanno i vostri vertici, ma piuttosto provate a cambiarli quei vertici che per me non vi rappresentano a dovere. E fatelo ancor prima di dipingere grillo come il nuovo mostro, pensando di liquidarlo così, senza fare un attimo di autocritica (nel tuo post lo fai samuele con tutti quei "va beh...". Ma mi sembra che non gli dai il peso che meritano, e pensi che si possa prescindere da tutti quei "va beh...", ma tutti quei "va beh..", insieme ad altri che tu non hai messo, sono proprio le cause che frenano il 5stelle a collaborare col Pd). Io ho avuto modo di confrontarmi con diversi elettori del pd e iscritti al pd, e tutte le volte mi chiedo, come farebbe Di Pietro: "e che c'azzecca..?!?!?" Si, perchè come ho già detto sopra, voi, te che ho avuto modo di ascoltare, con i d'alema, con i fassino, con la bindi, con i la letta e chi più ne ha più ne metta, ma mi dite cosa c'incastrate?!?!? Fate una bella "lotta" interna al partito e riprendetevelo. Non cercate il nemico fuori, forse il nemico è dentro. Avere un Pd, una forza di sinistra responsabile (nel vero significato della parola responsabilità, non nella distorta accezione che si vuole farle prendere ora) fa piacere a tutti. Io da elettore 5stelle non voglio uno stato con un unico partito/movimento 5stelle col 100%, io voglio che ci sia anche un'opposizione, agguerrita, credibile, vera, genuina. E' chiaro però che se l'opposizione al 5stelle deve essere questo pd qui (il pdl manco lo nomino) allora ti dico che ne faccio davvero a meno, anzi, mi fa solo più incazzare. Riprendetevi il partito!

martedì 5 marzo 2013

I più grandi perditori di tutti i tempi



Ieri, un po' infastidito dal fatto che Grillo si senta padrone del mondo e che continui a trattare tutti in modo sprezzante ho scritto questo status su facebook: "Caro Grillo, se vuoi fare il Governo Passera devi vincere le elezioni te. Te sei determinante, ma non hai vinto le elezioni, la tua coalizione è arrivata terza alla Camera e terza al Senato. Tocchi boccia perché la destra in Italia è in mano a un delinquente, se no i tuoi stavano a Roma a mangia' la pajata e in Parlamento non capivano nemmeno che succedeva. Detto questo, se ti garbano gli otto punti proposti dal PD si prova a lavorare per il bene del Paese, se no arrivederci e grazie. Si riva' a a vota', e se prendi la maggioranza ti fai il governo Passera-Casaleggio".

Beh, che dire? Mi aspettavo la bacheca piena di insulti di neo-grillini e vetero-grillini. Invece mi è successa la stessa cosa di Fantozzi, quando solennemente affermò in faccia a GuidoBaldo Maria Riccardelli che "la corrazza Potemkin è una cagata pazzesca". 92 minuti di applausi, e tutto l'orgoglio ferito di noi poveri democratici allo sbando è tornato fuori prepotentemente.

Provo a spiegarmi meglio:

Va beh, il PD non ha vinto le elezioni, come tutti si aspettavano.
Va beh, lo slogan "smacchiare il giaguaro" era davvero una cagata pazzesca.
Va beh, facciamo campagne elettorali come fossimo negli anni '70 e invece siamo nel XXI secolo.
Va beh, non ci rinnoviamo mai abbastanza.
Va beh, alla Camera siamo arrivati primi per lo 0.4%, e al Senato non abbiamo la maggioranza assoluta.

Va beh, il M5S ha avuto un grande successo.
Va beh, loro sono bravi a comunicare e a sfruttare anche i media ostili per prendere voti.
Va beh, la crisi c'è e la gente è scontenta.
Va beh, la politica in questi anni ha esagerato, ha speso troppo, sprecato tanto, dato il cattivo esempio a un Paese che, in quanto a comportarsi male non avrebbe bisogno di cattivi esempi.

Ora le cose stanno così:
1) abbiamo un leader un po' intontito dalla tronata presa che però è una brava persona, capace, che propone un Governo su 8 punti di buon senso: legge elettorale, taglio costi politica, conflitto di interessi, legge anticorruzione, riduzione spese militari, rimborso dei crediti che le aziende hanno nei confronti dello stato, esenzione IMU prima casa (fino a 500 Euro), interventi per l'occupazione.
2) abbiamo gruppi parlamentari in gran parte rinnovati, col 42% di donne, dove ci sono sempre alcune cariatidi, ma che sono pieni di gente competente.

Gli otto punti che proponiamo sono parte del nostro programma, sono anche (con qualche sfumatura diversa) nel programma del cinquestelle, e non si possono realizzare con il PDL guidato da Berlusconi. Non li possiamo e non li vogliamo realizzare col PDL, perché non vogliamo governare con chi ha distrutto il Paese negli ultimi 12 anni, con chi ci ha ridicolizzato davanti al mondo, con chi fa della violazione delle leggi strumento di vita quotidiana.

Quindi, caro GrilloBaldo Maria Riccardelli ora lei ha due scelte: a) capire che "da un grande potere derivano grandi responsabilità"(mi perdoni la citazione non dotta) e attrezzarsi per dare qualche risposta ai milioni di cittadini italiani, che esasperati dalla crisi e dalla politica che alla crisi non ha dato risposta lo hanno votato. b) continuare ad offenderci e a trattarci con sufficienza.

Deve essere chiaro che nel caso "b" si va tutti a casa. Tutti. Andiamo a casa noi, va a casa lei e i suoi parlamentari/cittadini appena eletti, e i loro portaborse parenti ancora da nominare.

Noi abbiamo fatto la nostra proposta. Ora sta a lei scegliere. Ma si ricordi, caro GrilloBaldo Maria Riccardelli, che noi democratici abbiamo un orgoglio. "Veniamo da lontano e andiam lontano", direbbe qualcuno (e mi perdoni la citazione dotta).
Noi siamo pieni di difetti, ma proviamo a fare il massimo per il nostro Paese.

Non se la sente di governare? Andiamo tutti a casa.
Se lei vuole andiamo tutti a casa. E andiamo a rivotare. E si ricordi, lei ha molto da perdere, noi un po' meno. Perché lei, caro dottor GrilloBaldo Maria Riccardelli ha fatto il colpo della vita, è proprio sicuro di ripetersi?

Noi no. Mal che ci vada, se andiamo a rivotare, perderemo le elezioni. E cosa vuole che sia? Proveremo a vincere le prossime. Perché noi ci saremo di sicuro anche alle prossime.
Lei è solo abituato a folle oceaniche che la osannano. Noi no. Noi siamo i più grandi perditori di tutti i tempi. E per questo siamo indistruttibili. Non ci sottovaluti, caro dottor GrilloBaldo Maria Riccardelli.