mercoledì 29 febbraio 2012

Su e giù dai Monti

Mentre c'è chi dice che Monti va bene per sempre, chi dice che Monti va bene per ora, e Monti non va bene per niente, mi permetto sommessamente di segnalare cosa ha detto il mio babbo domenica a pranzo a proposito delle liberalizzazioni:
"Monti è partito dai pensionati e dai lavoratori dipendenti, e c'ha trovato morbido. Poi è passato a occuparsi di banche, notai e farmacisti e c'ha trovato duro".
Lo dico perché, al contrario del sondaggio di ieri di Repubblica, il mio babbo fino a pochi giorni fa diceva bene di Monti, perché i sacrifici pesano, ma è una persona responsabile.
L'eredità più pesante di Berlusconi, insieme ai conti scassati, è stata la deriva individualistica e irresponsabile: ognuno cerchi pure di fregare il prossimo, ognuno cerchi pure di fregare lo stato. Quindi tra i compiti di Monti il più importante era di far capire che lo stato serve, che lo stato siamo tutti noi, che se l'Italia fallisce ci rimettiamo tutti e che tutti dobbiamo fare la nostra parte per risanare.
Tutto questo sta in piedi se tutti pagano: se il pensionando lavora qualche anno in più, perché l'INPS non può più scialare, se il dipendente pubblico accetta di avere per anni lo stipendio bloccato, perché lo stato è in bolletta, se il commerciante comincia a fare tutti gli scontrini, perché tutti devono pagare le tasse. Questo meccanismo sta in piedi non solo con i controlli della agenzia delle entrate, ma anche con la consapevolezza che siamo tutti sulla stessa barca. Ma il commerciante che smette di evadere diventa più povero, il dipendente a busta paga bloccata (per non parlare di quello in cassa integrazione) diventa più povero, e allora, se stiamo tutti sulla stessa barca, il minimo che si può fare è che i servizi costino di meno, i professionisti costino di meno, i farmaci costino di meno. Perché se no, se paga sempre Pantalone (direbbe il mio babbo), allora i commercianti smetteranno di fare scontrini, e il dipendente tornerà a dire al dentista che non gli serve la fattura, così almeno risparmia l'IVA.
Allora, aspettiamo a vedere come andranno a finire le liberalizzazioni, e nel frattempo, consiglierei a "big" nazionali e locali del mio Partito di non criticare troppo Enrico Rossi. Perché non si tratta di giocare a quanto ci piace Monti, o di collocarsi politicamente più o meno a sinistra, o di scegliere questo alleato o quell'altro, si tratta di stare dalla parte dei più deboli.

martedì 21 febbraio 2012

Scalmanati dentro il PD.

Sarà che oggi è giorno palindromo, sarà che mi hanno chiamato ex-Margherita, sarà che ieri sono stato a una direzione regionale che mi ha lasciato l'amaro in bocca di un partito che si avvita su se stesso, ma la irrilevante notizia che, dopo Area Democratica, a Castiglion Fiorentino abbiano fondato anche la corrente dei Moderati verso il PD, è la classica goccia che fa traboccare il vaso.

Allora la mia proposta è: fondare la corrente degli scalmanati dentro il PD.
Così si può andare dai moderati e sfidarli, all'ultimo sangue, a calcetto. O anche a boccette, perché no?

Meglio andare a Canossa, vai.

PS: ovviamente questa sarà la nostra haka.

Il dito e la luna.

A volte anche i giornali più seri e i giornalisti più bravi sacrificano le notizie vere per cercare lo scoop.
Leggetevi questo articolo, intitolato una pizza da 35 mila euro.

Posto che è ora di affrontare seriamente il tema del finanziamento ai partiti, io farei salti di gioia se tutti i vecchi ex-ds si ritrovassero con Sposetti e soci una volta la settimana a mangiare la pizza, anziché imperversare sui giornali.

In fondo all'articolo, come notiziuola secondaria, si parla dei 9.5 milioni di euro che i DS ricevono come rimborso elettorale, e di altri 9.5 milioni che arrivano come "altre contribuzioni".

Mi viene da fare due domande, e penso di avere diritto a due risposte chiare:
a) chi e perché versa ancora soldi ai DS?
b) questi 19 milioni di euro sono prontamente girati nelle casse del PD? Se no, perché?

sabato 18 febbraio 2012

Alla conquista della Svizzera!

Dopo l'inizio di una vera lotta all'evasione e l'ICI alla Chiesa, Monti difficilmente riuscirà a stupirmi, anche se seguisse alla lettera la proposta che Benigni fece nel 1983 (dal secondo 9, non perdetevelo).
Rita intanto spiega molto molto bene cosa si potrebbe e si dovrebbe fare subito.
Io ovviamente continuo a preferire l'opzione Benigni.

venerdì 17 febbraio 2012

L'avreste mai detto?

Visita di stato Germania-Italia annullata. Per problemi di politica interna. Della Germania.
L'avreste mai detto? Questa notizia vale almeno quanto il 4-3 all'Azteca del 1970.

giovedì 16 febbraio 2012

La posizione dei precari in Italia

Francemene mi segnala questa chicca, su un bando per assegno di ricerca.
In attesa di capire se sia uno scherzo, o l'effetto di un traduttore automatico un po' arrapato, l'arcano è svelato, tra gli altri, da Repubblica.it: doggy-style in inglese non significa pecorino, bensì pecorina.
Viene proprio da pensare che anche se cambiano i Governi, la posizione dei precari della ricerca in Italia sia ancora la stessa.

PS: trova le differenze (si prega di astenersi da battute sulla toppa peggiore del buco, e su quale buco han tappato)
Versione originale


Versione corretta

PPS: la risposta del ministero, invece è di gran classe. Ricorda un po' la risposta di Monti a Calderoli sulle cena di Capodanno.

martedì 14 febbraio 2012

Il super re dei super ignoranti

A proposito del comizio del molleggiato sui referendum, mi preme di precisare che l'articolo 1 della costituzione recita: 
"La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."

Questo vuol dire che la consulta può permettersi il lusso di bocciare un referendum, o magari di smentire un Parlamento (eletto dal Popolo Sovrano) che decide che Ruby è la nipote di Mubarak. Per dire.

E ve lo dice uno che qualche firma l'ha raccolta.

Afiyet Olsun

Dedicata a Pippo Civati, che sta conducendo una battaglia di ragionevolezza e civiltà nella "Regione più avanzata d'Italia".
In attesa che il vento cambi anche al Pirellone.

Le Olimpiadi della terza età

Niente olimpiadi per Roma. Solo paura di spendere troppo?
Io credo che soprattutto abbia pesato la drammatica inadeguatezza del comitato promotore. Questi qui paiono già decrepiti oggi. Figuriamoci come se la passeranno nel 2020.
Forse potevamo candidarci alle olimpiadi della terza età.

mercoledì 8 febbraio 2012

Voglio il tuo Profumo (bis).

S'i fossi Rettore arderei lo Ministro
S'i fossi Ministro arderei lo Rettore
E per fortuna che non è più presidente del CNR, se no vi immaginate che triangolo ne poteva uscire fuori...

(Segnalato da Luca Labate)

Esiste! Esiste?

Tutti coloro che hanno partecipato alle varie primarie del PD (quelle di Veltroni, quelle di Bersani, quelle per i segretari regionali, di alcuni sindaci, et cetera) firmano un foglio dove dichiarano di essere elettori del PD e di essere consenzienti al loro inserimento nell'albo degli elettori del PD.
Il PD a tutti i livelli potrebbe (dovrebbe?) usare questo albo per comunicare con i propri elettori, informarli di tutte le iniziative politiche in atto, coinvolgerli.
L'albo degli elettori è importantissimo a norma di statuto. L'articolo 2 recita:
"Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali."
L'albo degli elettori del PD è una straordinaria arma di propaganda politica. Ci saranno iscritti quasi 4 milioni di persone (3.554.169 votarono nel 2007, 3.102.709 nel 2009), forse più, una bella fetta dell'elettorato attivo.
Peccato che nessuno sa dove sia custodito l'albo degli elettori del PD. Un ispiratissimo Pippo Civati, nella convenzione nazionale del 2009, lo paragonò al Sacro Graal: tutti sanno che esiste, ma nessuno sa dove si trovi.
Ecco, oggi abbiamo una prova certa: Lusi è stato cancellato dall'albo degli elettori del PD. E' una buona notizia, un ladro in meno. Se potessimo sapere però tutti i nomi di coloro che sono ancora oggi nell'albo, sarebbe una ottima notizia.

lunedì 30 gennaio 2012

C'è vita oltre l'IKEA?

Grazie ad alcune scelte urbanistiche azzeccate di Marco Filippeschi, tra cui quella di portare l'IKEA a Pisa, il PD pisano non è più quel vivace (o inutilmente litigioso) partito che era fino a un anno fa.
Oltre alla pace di Navacchio, giustamente meno famosa della battaglia di Cascina, hanno contribuito a pacificare gli animi un po' di strapuntini in segreteria provinciale e comunale che, per singolari coincidenze, sono andati a premiare non solo componenti politiche ben definite in nome dell'unità del partito, ma anche alcuni consiglieri comunali "molto vivaci".
La politica non è uno sport per verginelle, non vi meravigliate troppo, si potrebbe dire. Vero.

E forse il fatto che si premi chi urla non è la cosa più grave. Il problema pare che da quando Filippeschi fa il Sindaco come si deve, il partito di Pisa non esiste più. Le rare volte che apre bocca (senza dargli troppo fiato) lo fa per dire che il Sindaco è bravo. Gli effetti della pace di Navacchio paiono riecheggiare un po' il desertum fecerunt et pacem appelaverunt, dove per deserto si intende deserto di idee.

Per questo Stefano Landucci si è autosospeso dal gruppo del PD al Comune di Pisa. Qualcuno potrebbe pensare che ci vorrebbe una seggiolina per calmare anche lui. Io che lo conosco bene, la penso in modo diverso. Penso che, anche se a Pisa va tutto bene, il PD di Pisa deve decidere se limitarsi al buongoverno, tra la benedizione di San Ranieri a Cisanello, e le elucubrazioni di Galileo alla Cittadella, o se vuole anche competere per rappresentare una certa sinistra: quella dei beni comuni, quella dei quattro sì ai referendum, quella che non chiede solo IKEA (che è cosa buona e giusta), ma anche partecipazione, solidarietà, tolleranza.

Per me, come per Stefano, abdicare alla rappresentanza di questa sinistra è un errore fatale. Perché questa sinistra ha diritto di cittadinanza nel PD, e perché questa sinistra è una parte importante di una città come Pisa. E perdere voti governando bene sarebbe davvero il colmo.




giovedì 26 gennaio 2012

Un posto al sole

Il titolo dell'articolo dice che si è dimesso per lo scandalo del fotovoltaico. Il capogruppo e il segretario del PD dicono  di no e che anzi, per le sue competenze e professionalità, Giani avrà sempre un posto al sole.

A Pesaro lo fanno. Bravi.

Poco più di un mese fa proposi su questo blog una iniziativa: in attesa di una legge sullo ius soli la Regione Toscana potrebbe dare simbolicamente la cittadinanza toscana ai figli di stranieri nati qui da noi.
Ecco, a Pesaro lo fanno di già. Complimenti.
Ora lo facciamo anche noi?

mercoledì 25 gennaio 2012

La trota sincronizzata

Tra i fischi fuori sincrono, e l'investimento in Tanzania perché loro non si fidano dell'Euro, a qualcuno di voi è forse sfuggito che se il PDL non abbandona il Governo Monti la Lega farà la crisi in Regione Lombardia, ma non in Veneto e in Piemonte?
Già, chissà perché, son qui che ci penso ma non mi viene in mente niente...

domenica 22 gennaio 2012

Basta, parlate ancora di primarie?

Venerdì in assemblea, mentre il segretario si faceva garante delle primarie per i parlamentari, noi continuavamo a raccogliere firme per l'ordine del giorno sulle primarie.
Tra gli altri, Giulia Deidda, 30 anni, delegata pisana e vicesindaco di Santa Croce sull'Arno, ci ha risposto così: "Ma basta, sempre a parlare solo di primarie, ce le avete fatte votare in tutte le salse, siete monotematici, ci sono cose più importanti!".
Mi ha colpito, perché dissi le stesse cose a Federico Russo (32 anni) qualche mese fa. Federico mi rispose e mi ci ghiacciò.
Ieri poi, quando Bersani ci ha detto che non si deve votare altro, perché tanto garantisce lui, i pisani si spellavano le mani per applaudire: da Paolo Fontanelli, deputato nominato (con merito) col porcellum, a Maria Grazia Gatti deputata nominata (per un miracolo?) col porcellum, alla stessa Giulia, al segretario provinciale Nocchi (invitato come tutti i segretari provinciali).
La cosa che mi ha fatto riflettere è che tutti loro sono favorevoli alle primarie, hanno votato ordini del giorno in assemblee e direzioni provinciali e regionali per le primarie per i parlamentari (Paolo Fontanelli ha anche firmato la petizione di Prossima Italia).
Allora ho pensato che valeva la pena di rifletterci su un altro po', e spiegare a tutti perché Federico Russo ha ragione, Bersani sottovaluta il problema, Rosy Bindi ha torto marcio.
E perché noi "monotematici", o "polemici a tutti i costi", insistiamo.
E se vi siete annoiati a parlare di primarie, cominceremo a chiamarle parteciparie (copyright Davide Leonelli), o ancora meglio, come dice Miro, diremo che vogliamo liberallizzare il parlamento.
Se vi va, è tutto sul sito di Prossima Italia. Un po' palloso, ma forse ne vale la pena.

sabato 21 gennaio 2012

L'arista

"Se non cambia legge elettorale il PD farà le primarie, ma prioritario è cambiare la legge elettorale".
Forse meglio pensare a casa nostra che sperare nel parlamento.
Leggetevi fino in fondo, ma soprattutto in fondo, questo articolo di Repubblica.it, e capirete quante possibilità di riuscita ci sono.
Ma soprattutto: Alfano vuol salvare i pregi del porcellum.
Vai, la rifoma è fatta. La prossima volta voteremo con l'arista.

In Bersani we trust

Insomma, che dire?
A noi ci sarebbe piaciuto portare le primarie a casa con un bell'ordine del giorno, mentre tutti dicevano: "bravi, grazie".
Non è proprio andata così.
Però ripeto, i potenziali elettori del PD diranno grazie, a chi ha indotto il segretario a dire: "le primarie si faranno, sono il segretario pro-tempore del PD e garantisco io".
E poi, visto che le altre cose che ha detto Bersani oggi ci sono proprio piaciute, nei toni e nei modi, non abbiamo alternativa al crederci davvero.

L'assemblea, l'Italia e le primarie (e la gricia)

Assemblea Nazionale PD. Venerdì si parla di Europa, Rosy Bindi apre dicendo che questa assemblea non è la prima del 2012, ma l'ultima del 2011. Bene, perché noi facciamo due assemblee all'anno per statuto. Mal che vada faremo nel 2025 la seconda assemblea del 2015, però, franasse il mondo, lo statuto deve essere rispettato, anche cambiando il calendario.
Rosy Bindi dice anche che le piace la montagna, ma lascia capire che le primarie le piacciono un po' di meno.
Bersani parla di Europa ma anche di Italia. Un po' moscio, però pienamente condivisibile. La platea si divide tra quelli che pensano che avrebbe dovuto scriverlo senza birra e quelli che pensano che con un'altra birra sarebbe venuto anche meglio. Inutile dire che io sono tra in secondi. E un segretario umano, che scrive un discorso, meditando davanti a una birra è una bella immagine, davvero. E mentre Pippo Civati, tutti quelli di Prossima Italia, Vassallo e altri raccolgono le firme per mettere le primarie in cassaforte, Bersani dichiara: "Se non cambierà la legge elettorale le primarie si faranno. Lo do per assunto." Secondo me si rischia un trappolone, ma questo ve lo racconto dopo.
Poi si comincia parlare di Europa. L'assemblea PD sarà solo in ritardo di un mese sul calendario gregoriano, ma il dibattito sull'Europa è da Cretaceo. Solo un modo per dare un po' di soddisfazione a qualche dinosauro. D'Alema, concludendo, lascia capire che i dinosauri si estingueranno, sì, ma lui sarà l'ultimo.
Ora si sta parlando d'Italia. Mi par che le cose vadano meglio.
Franceschini ricorda che noi appoggiamo il Governo, ma non possiamo fargli fare di più perché in Parlamento siamo in minoranza. Finalmente, uno che lo dice con chiarezza. Da un po' penso che questo dovrebbe diventare il nostro mantra, da ripetere ossessivamente in tutte le iniziative pubbliche, in tutte le trasmissioni TV. "Appoggiamo il Governo Monti, noi potremmo fare d più e meglio, ma non abbiamo la maggioranza in Parlamento. Per averla ci vogliono le elezioni". Mi pare così semplice...
E comunque l'assemblea del PD è sempre bella, specie quando è a Roma, perché poi c'è Roma con le sue trattorie, dove si va con amici che vedi sempre volentieri, e poi portano altri amici, e alla fine ti trovi a tavola accanto a uno dei tuoi miti radiofonici.
Ieri era la volta della Garbatella, dove davanti a una cupola di rigatoni, ti ritrovi a pensare: "non so se torneremo a casa avendo sciolto il dilemma delle primarie, ma di sicuro tornerò a casa con un nuovo dilemma: la gricia è l'amatriciana senza pomodoro, o la carbonara senza uovo?"