lunedì 28 gennaio 2013

Cose buone.

Ha detto B. che Mussolini ha fatto tante cose buone. E lui come fa a saperlo? Secondo me se lo è sognato.


mercoledì 16 gennaio 2013

Il voto dilettevole

Lo so, io non sono mai stato un cittadino comune nel mio rapporto con la politica. Mi ha sempre affascinato, mi è sempre piaciuta, mentre per la gran parte dei cittadini è un male necessario.

Però mi ricordo ancora quanto era bello avere diciotto anni e tre mesi e poter fare la croce sul quel simbolo, disegnato da Guttuso, che pochi mesi dopo sarebbe scomparso dalle schede. Che uno ci faceva la croce sopra e diceva: ah, bene!

Ah, bene! Pensai facendo la croce su l'Ulivo nel '96, perché si sapeva che quella volta toccava a noi, toccava alla sinistra di andare al governo. Finalmente.

Ah, bene! Pensai, e forse mi scappò detto anche a voce alta nel 2006, perché 5 anni di Berlusconi erano stati davvero troppo per il nostro Paese, e si sperava di vincere, nonostante la battuta sull'ICI a tempo scaduto nel dibattito, nonostante l'ennesima promessa da marinaio di B. E poi vincemmo, ma di poco, l'urlo di vittoria ci si strozzò in gola.

Perché quando si da un voto, un voto importante come per le elezioni politiche, tutti vorremmo poter dire: Ah, bene! Col mio voto cambierò l'Italia, la renderò un paese migliore.

E stavolta per me vale anche di più, perché sono anche candidato, e lo sento come un onore, e sento anche il dovere di spiegare alla gente perché votare per il Partito Democratico, mettere idee per convincere la gente, far capire che se governiamo noi sappiamo come fare, sappiamo dove mettere le mani.

Per questo, il dibattito di questi giorni sul voto utile mi rimane sullo stomaco. Ma davvero abbiamo bisogno di agitare lo spettro di Berlusconi per convincere la gente a votare per il Partito Democratico? Davvero dobbiamo chiedere a Ingroia di non presentarsi al Senato in qualche Regione?

Per favore, smettiamola subito. Cominciamo a parlare di programmi, di proposte, di cosa faremo quando saremo al governo. Senza parlare di alleanze, senza parlare di Berlusconi.

Non chiediamo agli italiani di turarsi il naso e di votare per noi. Chiediamo agli italiani di leggere il nostro programma, il curriculum dei nostri candidati e di darci un voto per questo. Dimostriamo che siamo seri ed affidabili, e chiediamo il voto per questo.

Facciamo in modo che, dopo un anno di sospensione dalla politica torni la voglia di politica, che la gente possa entrare in cabina, fare una bella croce sul simbolo del Partito Democratico, e gli scappi detto, a mezza bocca: Ah, bene! E che la gente torni a casa soddisfatta (e magari anche orgogliosa) di averci votato.

Perché il voto al Partito Democratico non sia solo utile, ma anche e soprattutto dilettevole. Ah, bene!

(grazie a Federico Lorussi per la locuzione voto dilettevole)

sabato 5 gennaio 2013

Chi candida il Partito Democratico della Toscana al parlamento

Chi mi conosce sa che quando vado alle segreterie regionali e alle direzioni regionali del PD della Toscana sono solito mandare un report agli interessati. Se vi interessa, scrivetemi.

Stavolta la direzione regionale era particolarmente interessante, perché doveva deliberare, sulla base del regolamento nazionale, le candidature del PD da inserire nelle liste bloccate del parlamento.

Allora, rimandando alla mail per chi vuole saperne di più, metto qui le principali conclusioni, perché ritengo debbano essere cosa pubblica.

In Toscana il PD candiderà 38 persone alla Camera dei Deputati, 18 al Senato della Repubblica.

Di questi saranno eletti 8-10 senatori e 20-27 deputati. Saranno eletti quelli ai posti più alti della lista.

Il PD nazionale deciderà martedi prossimo, 8 gennaio, la ripartizione dei vincitori alle primarie tra Camera e Senato. In aggiunta il PD nazionale, su proposta di Bersani, inserirà nei primi posti delle liste 9 persone (presumibilmente sei alla Camera e tre al Senato) che andranno in Parlamento senza fare le primarie. Perlopiù queste persone dovrebbero essere esponenti della società civile e del mondo delle professioni, ma si capisce che ci saranno anche dei "politici". Questi nove saranno sicuramente eletti e su questi il PD della Toscana non può fare proposte, almeno ufficialmente. Quindi i nome di questi nove si possono solo leggere sulle indiscrezioni di stampa. L'unica cosa in più che vi posso dire è che dovrebbe esserci Manciulli, segretario regionale del PD, e che molti temono che ci siano anche esponenti del PSI. Pare infatti che il PSI non presenterà liste proprie alle elezioni.

Detto questo, ecco la lista dei candidati del PD della Toscana alle prossime elezioni. Tenete conto che i primi 20 in lista saranno sicuramente eletti, insieme ai 9 nominati dal PD nazionale, che tra il 21 e il 24 saranno molto probabilmente eletti, tra il 25 e il 28 saranno eletti se il PD vince alla grande, e che gli altri saranno candidati, faranno campagna per far vincere li PD ma poi rimarrano a casa. Se il PD non prende il 100%, ovvio.


1          Firenze           Elisa Simoni
2          Pisa                 Maria Grazia Gatti
3          Arezzo            Marco Donati
4          Siena               Susanna Cenni
5          Firenze           Dario Nardella
6          Livorno          Maria Grazia Rocchi
7          Pistoia            Caterina Bini
8          Prato              Matteo Biffoni
9          Empolese       Dario Parrini
10        Grosseto         Luca Sani
11        Firenze           Rosa Maria Di Giorgi
12        Lucca             Andrea Marcucci
13        Massa             Andrea Rigoni
14        Pisa                 Paolo Fontanelli
15        Firenze           Filippo Fossati
16        Versilia           Manuela Granaiola
17        Arezzo            Donatella Mattesini
18        Siena               Luigi Dallai
19        Firenze           David Ermini
20        Livorno           Marco Filippi
21        Val di Cornia  Silvia Velo
22        Pistoia            Edoardo Fanucci
23        Pisa                 Federico Gelli
24        Firenze           Tea Albini
25        Prato               Ilaria Santi
26        Firenze           Lorenzo Becattini
27        Empolese        Caterina Cappelli
28        Grosseto         Marco Simiani
29        Arezzo            Marco Meacci
30        Siena               Alessandro Starnini
31        Firenze           Rosa De Pasquale
32        Pisa                 Ylenia Zambito
33        Lucca              Maria Stella Adami
34        Livorno           Valentina Costagli
35        Massa             Barbara Maffei
36        Firenze           Giacomo Billi
37        Pistoia            Beatrice Chelli
38        Firenze           Achille Passoni
39        Arezzo            Katia Faleppi
40        Prato               Silvia Bocci
41        Pisa                 Samuele Agostini
42        Siena               Paolo Rappuoli
43        Firenze           Vittoria Franco
44        Livorno           Elis Bufalini
45        Empolese        Rosanna Mori
46        Grosseto         Giovanna Longo
47        Versilia           Michele Silicani



Le primarie del PD a bocce ferme

In ordine sparso, metto alcune considerazioni sulle primarie per i parlamentari che si sono svolte qualche giorno fa.
Qui potete vedere i risultati  per la provincia di Pisa. Dei sette candidati, i primi tre saranno messi in lista in posizioni eleggibili, quarta e quinto saranno in lista ma non saranno eletti (a meno che il PD non prenda il 70% dei voti, cosa che tutti ci auguriamo), gli ultimi due non saranno in lista.

Per quello che mi riguarda, io sono arrivato quinto e quindi sarò uno dei candidati del PD, ma non andrò in Parlamento.

Credo che la prima cosa da dire sia la verità: non dirò, seguendo l'esempio di Bersani, ho non vinto. Dirò chiaramente che ho perso. Perché la prima cosa che non ho mai sopportato in politica, è la manipolazione dei risultati a propri fini.

Hanno vinto chiaramente Maria Grazia Gatti e Paolo Fontanelli, Federico Gelli deve essere annoverato tra i vincitori perché si è preso l'ultimo posto utile. Hanno perso tutti gli altri.

La premiata ditta Gatti - Fontanelli ha vinto per una serie di ragioni, la prima delle quali è stata una forte militarizzazione del voto, soprattutto con il braccio armato dello SPI-CGIL, che ha avuto buon gioco visto il numero di votanti basso.

Per quanto mi riguarda il bilancio delle primarie è comunque positivo. Prima di tutto perché, come dice Miro, "s'è perso, ma se gio'ato dimorto bene", e poi perché, in politica come nella vita, l'importante è provarci. Certo, riuscire è meglio. Però le condizioni oggettive di queste primarie forse non consentivano di fare di più, di catturare e motivare il voto di opinione, che era il solo che poteva contribuire a sorprese clamorose.

Sono contento perché, dopo aver fatto parte del drappello che in assemblea nazionale del PD insisteva per avere le primarie per i parlamentari, averle ottenute era già un risultato. Sono contento perché in tre giorni sotto le feste, la squadra che si è creata intorno alla mia possibile candidatura ha raccolto molte firme in più delle 308 necessarie, perché abbiamo dimostrato che in provincia di Pisa c'è una parte di PD, che fa riferimento alle idee di Prossima Italia, che non è marginale, anzi è una forza che, al di là dei numeri, è capace di fare politica in modo diverso, di indicare una chiara alternativa all'apparato chiuso nelle sue stanze, e può costituire il nucleo di aggregazione di tutti coloro che, a sinistra, vogliono un profondo rinnovamento della politica.

Sono contento perché, senza la mia candidatura, nessuno avrebbe parlato dei quattro temi che mi stanno più a cuore: istruzione, formazione e ricerca; politica con meno costi e più servizi; territorio e ambiente; stato sociale inclusivo, per tutti.

Sono contento perché sarò candidato del Partito Democratico, e potrò fare campagna elettorale sollevando questi temi. Sono contento a maggior ragione perché una personalità come Maria Chiara Carrozza, direttore della Scuola Sant'Anna di Pisa, sarà inserita nella testa della lista del PD, e potrà andare in Parlamento, con più competenze di me, a difendere il ruolo della ricerca in questo paese.

Sono contento perché la candidatura al Parlamento è stata vissuta, da parte mia e di chi l'ha voluta e sostenuta, come una candidatura di semina. Il primo raccolto è stato buono ma non sufficiente, ma il mondo non finisce oggi.

Sono contento perché le idee che ho aggregato, e che già facevano parte del patrimonio del gruppo pisano di Prossima Italia, contribuiscono a fare del PD un partito migliore, più aperto alla società. E più appetibile all'elettorato. E quindi spero di poter contribuire al successo del PD alle elezioni politiche, perché questo Paese ha bisogno di essere governato da sinistra.

Infine un po' di "spigolature". Che vanno considerate, senza alcuna volontà polemica, ma come elemento di riflessione.

Il PD pisano si è dimostrato uno dei più chiusi a livello toscano e nazionale: molte persone che ho incontrato mi hanno detto: ti voto, ma non ti posso far campagna, perché "da Pisa" dicono di votare Gatti e Fontanelli, perché "la Federazione" dice di votare Gatti e Fontanelli. Mi piacerebbe sapere chi è questo "da Pisa" o chi sia "la Federazione", perché non ho trovato nessun documento in cui si dice che la federazione prende parte.

Arrivato in federazione ho visto pancali con almeno 50.000 volantini di Gatti e Fontanelli. Le regole delle primarie non consentivano di farsi pubblicità sui giornali, ma niente prevedevano per il materiale stampato. Io ho stampato 1000 volantini grazie all'autotassazione di una decina di noi. Mi piacerebbe sapere perché 50000 volantini di due candidati erano distribuiti come se fossero materiale di tutto il partito, e non una cosa di parte, mi piacerebbe sapere chi ha pagato questo materiale: perché se l'ha pagato il PD, vuol dire che c'è qualcosa che non va, se l'hanno pagato i parlamentari uscenti, di tasca loro, allora vuol dire che davvero i parlamentari guadagnano troppo.

Oltre ai volantini ci sono anche gli SMS, ben oltre il limite della correttezza. In particolare quelli del vicesegretario nazionale che ha avuto accesso al database degli iscritti. Vota la tizia X e il tizio Y. E.Letta. Peccato che alla fine, la tizia X non sarà E-letta, e il tizio Y non sarà E-letto. A meno di giochi di prestigio a livello nazionale, nei quali a dire il vero E. Letta è molto bravo...

Le regole si rispettano e avere le primarie per i parlamentari è stato di per se un grande risultato, che ha prodotto un grande rinnovamento dei gruppi parlamentari. Detto questo è evidente che, una volta deciso di "concedere" le primarie per i parlamentari, come un riflesso pavloviano, chi comanda a Roma ha fatto di tutto per limitare l'effetto di apertura delle primarie: candidarsi era quasi impossibile (con 300-500 firme di iscritti PD da raccogliere in 3 giorni), lo spazio per la campagna elettorale era ridotto, la data scelta molto infelice. Tutto è stato studiato per limitare la partecipazione al voto a una fascia di elettorato PD più militante, mentre è stata volutamente disincentivata la partecipazione del voto di opinione. A Pisa siamo passati da 42000 votanti alle primarie per il premier, a 12000 votanti alle primarie per i parlamentari. Però alle elezioni vere noi dobbiamo raccogliere quanti più voti possibile, e quindi coinvolgere più elettori possibile nelle nostre scelte sarebbe stato importante. Sarebbe bastato, per dire, votare il 13 gennaio, oppure oggi o domani. Così come è stato negativo il fatto di non aver riaperto, nemmeno per due-tre giorni, l'albo degli elettori e non dare la possibilità a chi lo voleva di iscriversi per poter votare.

Così, se vota poca gente, qualcuno ancora sotto choc per i troppi voti presi da Renzi, può affermare che "le cose sono tornate a posto". Io credo che tutti i candidati alle primarie dovrebbero partire avendo ben chiaro in testa che: a) le primarie non si perdono mai; b) le cose tornano a posto quando vota tanta gente.


domenica 30 dicembre 2012

La più bella campagna sul web. Ma non solo. Grazie.

Pippo Civati dice che ho fatto la più bella campagna sul web.
Detto da uno che ha il blog politico più letto d'Italia questo è il più bello dei complimenti.

Ieri Pippo ha sbancato Monza, se andiamo a vedere la percentuale dei voti che ha preso sarà probabilmente la più alta d'Italia.

Non so come andrà lo spoglio a Pisa, vedremo se 1000 volantini stampati e 50 valorosi militanti potranno qualcosa contro 50000 volantini stampati, e padrini di ogni genere. Vedremo.

Per ora posso dire due cose: la prima è che questa cortissima e faticossissima mini campagna elettorale è stata davvero molto bella. E che, mentre lo spoglio va, proverò a ringraziare tutti. Tutti, ad uno ad uno.
A fine spoglio capiremo quanto abbiamo seminato e quanto abbiamo raccolto.

La seconda è questa. Oggi Pippo Civati mi ha chiamato. Ci siamo conosciuti nell'estate del 2009, oggi sono onorato di poterlo definire uno dei miei più cari amici. Poco tempo fa Pippo mi scrisse: "ma quando ci siamo conosciuti?" E io mi sono ricordato della prima volta che mi chiamò, perché gli avevano detto che potevo organizzare la mozione Marino a Pisa. Una chiamata che non mi aspettavo, alla quale risposi con molta emozione. Oggi, quando Pippo mi ha chiamato, ho provato la stessa emozione. Un po' come se non ti chiamasse un amico, ma il segretario nazionale del PD.

2023

Oggi si vota per le primarie dei parlamentari del PD.
Le prime, quelle che, come Prossima Italia, chiedevamo da un pezzo.

Oggi sono candidato, e vi do un solo consiglio: votate per chi vi pare. Se chi vi pare sono io, meglio.

In tre giorni di campagna elettorale, tra TV e giornali, ho avuto anche modo di girare per i circoli, di parlare con un po' di gente. E allora capita che, a Santa Maria a Monte, tra le persone venute a confrontarsi con te, incontri un giovane vicesindaco.
E' brava, è medico, è giovane, è donna. Sai che a Santa Maria a Monte, tra pochi mesi si voterà per le amministrative e ti viene spontaneo chiederle: "Ma tu non le fai le primarie per il Sindaco?"

"Sei pazzo?" E' la risposta: "Mi sono appena laureata in medicina. Se adesso non comincio a lavorare, tra cinque anni sarò totalmente dipendente dalla politica. E non sarò più libera."

Le ho stretto la mano e le ho detto: "hai ragione. Ma non abbandonare completamente la politica".

Le ho detto così perché, tra dieci anni, alle primarie dei parlamentari del PD, farò campagna elettorale per un medico affermato con la passione per la politica. Mi raccomando, nel 2023, votate Silvia Memmini.

sabato 29 dicembre 2012

Un mese, un secolo

Oggi Filippo Agostini da Boschi di Lari compie un mese.
Oggi Mario Agostini da Boschi di Lari avrebbe compiuto cento anni.
Che bello sarebbe stato se avessero potuto incontrarsi nel loro cammino di vita.
 

venerdì 28 dicembre 2012

Campagna elettorale.

Notte. Filippo fa le bizze. Adorabile. Stanco. Sveglia. Stanco. Sole. Buongiorno. Yogurt fatto in casa. Telefono. Ti ho visto in TV: bravo. Facebook: bravo, ti voto. Sole. Perignano, Mercato. Gente. Strette di mano. Sorrisi. Ciao. Ti voto. Lo so di già. Non ti preoccupa'. Sorrisi. Strette di mano. Fiducia. Sole. Grazie.

mercoledì 26 dicembre 2012

La vampata del camino

Non so dirvi come andranno queste primarie per i parlamentari del PD.
Io posso solo dirvi che ho messo in piedi un sito semi-ufficiale, che trovate qui.

Posso dirvi che sono onorato dall'avere al mio fianco una squadra di persone che stanno facendo l'impossibile per me, in questi giorni di festa. Il che vale doppio.

Misurare il risultato dalle sensazioni è difficile, ma quello che io vedo è un sacco di entusiasmo intorno a me: gente che mi cerca, mi incoraggia, mi scrive e mi dice che ha deciso di sostenermi e di votarmi.
Poi vedremo se i voti sono pochi o sono tanti.

Quando accendo il camino faccio una bella catasta di legna, con ulivagnoli e cartone sotto. Poi cospargo tutto ben bene con l'alcool, e accendo: il camino fa una vampata che ti riempie di soddisfazione e ti scalda il cuore. Dopo qualche minuto ci sono due possibilità: la vampata si trasforma in una bella fiamma viva e costante, oppure le legna fanno finta di prendere, ma poi cominciano a spegnersi.

Non so dirvi cosa succederà il 30 dicembre. Però ora mi sto godendo la vampata che deriva dalla mia candidatura.

lunedì 24 dicembre 2012

Soldi spesi e soldi investiti

Visto che siamo tutti alle prese con le spese di Natale, oggi vi chiedo di riflettere sulla differenza tra soldi spesi e soldi investiti.
Una decina di giorni fa è venuto a Pisa il presidente del CNR, Luigi Nicolais, che ha esordito dicendo che non ci sono soldi spesi in ricerca, ma solo soldi investiti in ricerca.
Senza pretendere di aver insegnato niente a nessuno, mi è parso di aver già sentito quelle parole.
Qui. Era la Leopolda, due anni fa, c'erano Pippo Civati, Matteo Renzi e la voglia di cambiare l'Italia.
Le riprese (artigianali) sono di Michele Nannipieri.

domenica 23 dicembre 2012

Trasparente ma di ciccia

Campagna elettorale breve, senza mezzi, però penso di avere qualcosa da dire. E di poter fare davvero qualcosa di buono a Roma.
Allora, fedele a una mia filosofia di vita, ho deciso di partire dicendo tutto di me:

1) Quanti soldi ho in tasca e quanti beni ho.

2) Cosa faccio per guadagnarmi il pane, ma anche per arrivare a casa la sera stanco e soddisfatto

3) Come, quanto e quando la politica ha incrociato la mia vita.

C'è chi dirà che ho esagerato, mettendo in piazza cose personali. Io penso che la trasparenza sia importantissima. La privacy non sta di casa qui. Come urla il mio babbo (sì, quello dalemiano) alla TV quando sente parlare di leggi bavaglio: "intercettatemi me, tanto non ho niente da nascondere".
Appena entrato in tesi, mi misi a guardare le rocce al microscopio nella stanza di quello che è stato il mio maestro, Fabrizio Innocenti. Sapevo che era un bravo scienziato, che a lezione spiegava come nessun altro, e poco più. Fabrizio sapeva che avevo una media altissima, e che ero una testa un po' calda nel movimento studentesco, e poco di più. Arrivavano telefonate private (di progetti, di concorsi, di vita di famiglia) arrivavano persone a parlare. Io mi alzavo dal microscopio e sussuravo: "Professore, torno dopo?". "Samuele, che fai, resta lì a guardare le rocce, non ho niente da nascondere".
Col tempo mi sono convinto che la trasparenza è anche forza.

Basta non esagerare con la trasparenza, come mi è successo con Monica a Granada. Perché poi la gente, soprattutto se ti conosce via internet, pensa che tu sia un fantasma.
Vi voglio rassicurare, son trasparente, ma son di ciccia.


sabato 22 dicembre 2012

Il candidato dei poteri deboli

Per fare le primarie ci vogliono 310, forse 320 firme da raccogliere in tre giorni, sotto Natale. Va beh, a raccogliere siamo più di 20, che vuoi che sia?
Devono però essere firme di iscritti al PD 2011, gli elenchi sono in Via Fratti, e li puoi solo guardare, non prendere, non dare a chi lavora e magari in Via Fratti a Pisa non ci può andare. La giornata comincia con: "se siamo 20 a raccogliere, ce ne vogliono più di 15 a testa, e in pochi sono vicini a 10. Sarà dura." Poi cominciano ad arrivare le notizie di qualcuno che è sui 25, ma forse ne prendo altre 5, quello ne ha sette sul foglio, tre da prendere, e due persone da contattare.
Il ricercatore collega che ti dice: "lo so ho poche firme, ma conosco pochi iscritti al PD. Perché le persone normali raramente si iscrivono al PD." E questo non è un problema per le mie firme, penso, è un problema per il PD.
Verso mezzogiorno, arrivano le notizie buone dal piano, si comincia a pensare che ci si fa, magari sul filo dei numeri. A Lari, il mio comune, zero, dico zero, firme di amministratori e membri di segreteria. Però venti firme di iscritti. Parto per qualche firma in più, per qualche firma di valore simbolico, di persone che stimo in modo particolare, di "compagni di una vita". Non mi va di candidarmi senza la loro firma: vado e le prendo. Internet è fantastico, ma parlare con le persone è veramente tutta un'altra cosa. E le firme arrivano.
Il momento più emozionante della giornata lo regala Zia Chica: "vedrai che se io stavo bene di firme ne avevi molte di più." Mamma e zio ripartono. Alla fine, su circa 150 iscritti, a Lari le firme sono 33.
Poi nel pomeriggio comincia la raccolta finale. Al paese X, dove speravano di arrivare a 25, le firme sono 35, in quello Y, ti dicono che le firme sono 5, "però ti lascio il modulo al Circolo, magari ne becco altre due o tre". Arrivi e sul modulo ci sono 14 firme. Cavolo, pensi, qualcosa sta cambiando.
Ti metti in moto per la provincia profonda, dove pensi di andare a raccogliere, in 100 km di strada, 30 firme. Son quasi 60. Paesaggi bellissimi, buio troppo presto, ricordati dove sono gli autovelox, e occhio alle 20 c'è da essere a Pisa. Dove succede lo stesso, raccontano. Tizio diceva di avere 8 firme, e arriva con 15. Il computer di Fede tira le somme, e arriva il messaggio: se non ho sbagliato ci siamo. Le ultime firme le prendo al Fiorino, due passi da Cecina ma provincia di Pisa. Pisa è lontana, ma grazie all'autostrada più cara d'Italia, molto vicina. Eh sì, accorpare le provincie non è una cattiva idea, pensi mentre l'autostrada a ogni viadotto ti porta in provincia di Pisa e poi di nuovo in quella di Livorno.
Poi arrivi a Pisa e le firme sono 50 più del necessario.
Dici: "grazie" per la duecentesima volta in tre giorni. Dire grazie è molto più bello che sentirselo dire: significa che qualcuno ha fatto qualcosa per te. E che, appunto, lo ha fatto gratis.
Cinquanta in più, ma come è possibile? Ve lo dico io come è possibile, quando sei circondato da persone serie che, invece di millantare 30 firme quando ne hanno 8 sul foglio, 10 promesse, e 10 si vedrà, ti dicono che hanno 5 firme quando sperano di raccoglierne 10. E poi si dannano l'anima per arrivare a 14. Si chiamano persone serie. Ed averle in squadra ti fa pensare di aver già vinto.
Finché loro non ti guardano e ti dicono: "ma che pensi di aver fatto? La partita vera comincia domani".

venerdì 21 dicembre 2012

Marinella e Maurizio svelano i falsi follower di twitter

Quando Repubblica.it parla di ricerca in home page è una buona notizia per tutta la comunità dei ricercatori.
Quando citano il CNR di Pisa, ti si gonfia il petto d'orgoglio.
In questo caso è molto di più per me. Si tratta di Marinella Petrocchi e Maurizio Tesconi, che sono stati precari quando lo ero io, e con me hanno contribuito a fondare e a far crescere l'associazione dei RicAt. E che sono due miei amici fraterni.
Da precari a responsabili di un progetto così importante. Una bella storia nel tanto bistrattato mondo della ricerca italiana. Se siete un po' smanettoni, o più semplicemente se usate twitter, collaborate.


Trasparenza - Parte 3 - Il mio impegno politico

Ho scritto impegno, perché chiamarla carriera politica fa ridere.

La mia sorella fa risalire l'inizio della mia attività politica ad un pomeriggio passato su un ciliegio per protesta contro la mia mamma. Avrò avuto otto anni. Il racconto è il numero uno di questo blog.

Nei fatti, a dieci anni, diventai comunista. Mangiavo in casa di mio nonno Mario, e scorrevano in TV le immagini di una carestia del Biafra, con bambini della mia età. Noi bimbi si voleva vedere i cartoni animati. Mio nonno, se ne uscì con questa frase: "Se Dio esiste, è una ...., perché al permettere che ci siano i ricchi e i poveri non ci sono scuse che tengano". Nessuno gli aveva spiegato il libero arbitrio. Andavo anche alla messa, volentieri, e la servivo, perché, a parte la premessa del mio nonno Mario, il messaggio del Vangelo non mi pareva tanto diverso, o almeno così mi insegnava l'altro mio nonno, Augusto.
A 13 anni lessi Germinale di Zola, e decisi che ero comunista per davvero. A 14 anni  Papa Woytila disse che se si andava alla messa era meglio votare DC (convegno di Loreto), e allora smisi di andare in chiesa. A 15 feci la tessera della FGCI, a Pontedera, in terza liceo divenni rappresentante d'istituto al XXV Aprile, e lo feci fino alla quinta liceo, con una splendida occupazione. A 15 chiesi anche la tessera del PCI ai miei compagni di Lari, che mi dissero che fino a 18 anni non me la davano. A 18 anni e un giorno, anno 1989, presi la tessera del PCI e pochi mesi dopo Occhetto disse che il PCI cambiava nome. Ci rimasi male come un bimbetto che agognava un giocattolo da anni e lo rompeva dopo un giorno: al congresso mi schierai con il "NO", e mi spedirono al congresso provinciale. A quei tempi, ai congressi, gli interventi si ascoltavano, e si imparava tanto, da tutti. Mi scrissi un bell'intervento e lo lessi per bene. Quelli della mozione del "NO" mi dissero che ero stato bravo, e che volevano far passare gli occhettiani per il nuovo e noi per il vecchio: e allora mi schiaffarono, diciottene, nel comitato federale del PCI. S'era cento, e una trentina eran professori universitari, un livello politico che ora ci si sogna.
Estate 1989, andai alle Frattocchie, alla "scuola del partito". Una delle esperienze formative più intense che abbia mai avuto. Poi cascò il Muro di Berlino (era l'ora).

Poi entrai nel PDS, e mi fecero segretario di sezione a Lari, poi nei DS, e mi fecero segretario dell'unione comunale di Lari. Tanto tempo sottratto allo studio, ma mi divertivo. E poi, essere del PCI-PDS-DS, non era di moda per i giovani, così c'erano tanti anziani alle riunioni, tutti fantastici, e un bischero, che ero io: mi chiamavano il bimbo, ma mi rispettavano e mi stimavano, e mi pareva che tutti mi volessero bene quanto i miei nonni.
Nel 1993, mi candidarono al consiglio comunale di Lari: arrivai primo con 146 voti di preferenza su 2000 voti di lista. Ma gran parte del merito era dei miei nonni: di quelli veri, che in paese erano conosciuti e stimati, come i miei genitori, e allora io ero bravo di riflesso, e di quelli adottivi (specie Enzo Gasperini e Renzo Papucci) che mi fecero una campagna elettorale palmo a palmo. Il mi' nonno comunista però non mi votò: partì di casa tutto convinto di votare il PDS, arrivò in cabina, aprì la scheda e ci vide la falce e martello di rifondazione: la matita ci andò sopra quasi spontaneamente.
Si mise su anche un gruppo di giovani, nel PDS e si pubblicò per un annetto un giornalino ganzo, "Il Pungiglione". E si fece lo spazio giovani alla festa de l'Unità.
Ero molto orgoglioso del mio ruolo di segretario del partito: si faceva la festa bellissima, che la sera era piena di gente, ma di giorno spesso eravamo in pochi a sistemarla: con Salvo Favilli si passava pomeriggi a chiaccherare, lavorando. Si facevano le tessere per bene, le iniziative come andavano fatte, e alle elezioni si prendevano tanti voti.
Nel frattempo, nel 1995, fui spedito a fare il servizio civile al Patronato ACLI. Fu una ottima occasione per riscoprire quanta sinistra c'era anche nel mondo cattolico, diventare un po' meno settario e vedere la nascita de l'Ulivo da una posizione del tutto privilegiata. Nel "partito" vedevo il travaglio dei vecchi comunisti che dovevano imparare a fidarsi dei vecchi democristiani. Al patronato vedevo il travaglio speculare dei vecchi democristiani. Per questo mi convinsi prima di altri che l'Ulivo era "cosa buona e giusta".

Nel 2004 decisi di trasferirmi a vivere a Pisa. Da poco i miei compagni di Lari avevano deciso di candidarmi al consiglio provinciale. Ho fatto per cinque anni il consigliere provinciale, vivendo lì dentro la costituzione del primo gruppo unico DS-Margherita e poi la nascita del Partito Democratico. Lì capii, una volta per tutte, che se si faceva il Partito Democratico, s'aveva da essere democratici per davvero, e che la nostra storia era servita a ciascuno di noi per arrivare fino a lì, e da quel momento in poi si doveva solo guardare davanti.

Nel frattempo avevo finito il dottorato di ricerca all'Università e avevo cominciato a lavorare da precario al CNR. Un giorno il CNR decise che i precari non potevano andare a mensa prima delle 14, se no i ricercatori "veri" facevano troppa fila. Mi tornò in mente del casino che facevo al liceo. Persi un pomeriggio a cercare le mail di tutti i precari del CNR di Pisa e convocai un'assemblea: nacquero i RicAt. Ma di questo ne ho già parlato nella sezione lavoro.

Nel 2009 finì il blocco delle assunzioni al CNR e feci un concorso: dovevo perdere. Mi cercai un lavoro all'estero (Leeds) e decisi che smettevo con la politica. Poi il concorso l'ho vinto. Allora decisi che facevo il semplice militante. Un paio di settimane dopo, parte il congresso PD del 2009: diversi giovani, li chiamavano piombini, si radunarono al Lingotto a Torino. Andai a sentire. Erano tutti bravi, ma uno mi parve eccezionale: si chiamava Pippo Civati. Avevo un lavoro, nessuna voglia di fare "carriera" politica, nessun padrino cui obbedire. Civati si mise a scrivere il programma di Ignazio Marino e io cominciai a organizzare le truppe di Marino a Pisa. Un paio di mesi dopo aver deciso che smettevo con la politica mi ritrovai nell'assemblea nazionale del PD, e in segreteria regionale del PD, dove sono ad ora.
Nel frattempo sono tornato a vivere ai Boschi di Lari, dove ci si sta tanto meglio che in città, ma spiegare ai larigiani che il partito ha da essere plurale e che non ha più senso essere fedeli alla linea quando la linea non c'è più è abbastanza dura. Ma divertente.
Perché la politica si fa col sorriso sulle labbra, per generosità, e per hobby, pardon, per passione.

mercoledì 19 dicembre 2012

Trasparenza parte 2 - Il mio lavoro

Sono laureato (con lode) in scienze geologiche, e ho un dottorato di ricerca in Scienze della Terra. La mia passione sono le rocce vulcaniche, non solo quelle dei vulcani attivi, perché raccontano un sacco di cose della loro sorgente, che sta nell'interno della Terra, dove di persona non potremo mai andare a vedere. Per prendere queste rocce spesso bisogna andare a raccogliere sulla buccia della Terra, in posti più o meno sperduti nel mondo. E questa cosa mi piace molto, nonostante spesso voglia dire posti un po' pericolosi, con condizioni igieniche e di comfort molto basse, caldi o freddi, pieni di zanzare e tafani.
Gli stessi metodi che uso per capire cosa c'è qualche chilometro sotto i nostri piedi sono utilissimi anche in geochimica ambientale, per tracciare ed individuare le sorgenti di inquinamenti atmosferici o delle acque, e a volte mi occupo anche di questo.

Dopo il dottorato all'università di Pisa, ho cominciato a fare ricerca da precario all'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR, dove ora sono ricercatore a tempo indeterminato. Della paga ho già detto, del resto penso che sia un lavoro bellissimo e che sono fortunato a poterlo fare. Unico rammarico: nel resto del mondo mi pagherebbero di più e avrei molti più fondi di ricerca.

Ho avuto molti maestri, e con alcuni di loro ancora lavoro: Piero Manetti, Carlo Doglioni, Sonia Tonarini. Però il mio maestro in assoluto, il "mio professore", con cui mi sono laureato e dottorato è stato Fabrizio Innocenti. Una persona che non si è limitata ad insegnarmi a fare scienza, ma che è stata tutti i giorni per me, per dieci anni, occasione di continuo confronto e crescita professionale e umana.

Un curriculum più freddo lo trovate sulla mia pagina del CNR, se proprio vi interessa.

In più posso solo dirvi che le mie pubblicazioni scientifiche sono più che sufficienti a passare i criteri bibliometrici per la domanda di idoneità a professore associato, che ho fatto un mese fa, e che se ve le volete leggere vi mando il pdf. Potete anche solo guardare le figure, sono belline e a volte a colori.

Da quando Sonia Tonarini (che mi ha iniziato all'arte della geochimica isotopica) è diventata direttore del mio istituto, mi sono ritrovato a gestire il laboratorio di camere bianche e di spettrometria di massa. Con malcelato orgoglio vi dico che, nonostante abbia zero, ZERO, soldi provenienti da progetti di ricerca, riesco a provvedere alle spese di tutti i consumabili e di tutti i pezzi di ricambio del mio laboratorio, grazie alle collaborazioni scientifiche internazionali (e anche nazionali) che ho, e alle analisi che faccio per conto terzi.
Quindi il CNR mi paga solo lo stipendio, per il resto sono io che porto soldi al CNR e che impedisco la chiusura di laboratori che, con le loro vecchie macchine, sono sempre un punto di riferimento nel mio settore a livello internazionale.

Oltre a fare ricerca senso stretto, cerco di fare attività divulgativa. Sono dall'inizio membro del comitato di Areaperta, che ha proprio lo scopo di far capire ai cittadini comuni quanto la scienza sia importante, ho fatto qualche seminario divulgativo nei licei.
Il seminario che ho fatto per Areaperta lo potete vedere quando volete: qui.

A metà tra politica e ricerca sta una delle cose più belle che ho fatto: fondare i RicAt, l'associazione dei precari della ricerca del CNR di Pisa. Sono molto contento di non essere più precario, ma quando vedo i precari belli incazzati con le loro magliette gialle mi vengono i lucciconi agli occhi. Sempre ricordando il nostro primo motto: lottiamo per non avere iscritti.

Trasparenza parte 1

In attesa di fare un sito minimal dedicato alle primarie (con wordpress sono una tragedia), sfrutto questo blog per chi volesse saperne di più di me. Mi pare doveroso.

La mia busta paga di novembre è questa qui allegata. 1770 Euro al mese (con tredicesima). La mia paga è questa dal Novembre 2009, data in cui ho preso servizio come ricercatore al CNR. Prima avevo un assegno di ricerca da circa 1300 al mese (senza tredicesima) e prima ancora una borsa da 900 EUR al mese.
In teoria ho ricevuto una promozione (forse potrei prendere 1900 EUR) ma dal CNR centrale mi hanno informato che questa non ha effetto economico perché gli stipendi pubblici sono tutti bloccati fino a fine 2014. Poi si vedrà.

Convivo con Monica, che attualmente è senza reddito. E poi c'è Filippo, da venti giorni. Non possiamo ancora sposarci, però facciamo stato di famiglia insieme, il che è bellissimo a dirsi, però è molto penalizzante per il calcolo dell'ISEE (per dire Monica, per colpa mia, potrebbe perdere il minimo assegno che l'INPS dà a chi è in maternità senza reddito). Il fatto che non siamo sposati, però ci impedisce di godere di altro che non sia la bellezza della famiglia, ovvero poter avere la famiglia a carico e scaricare le sue visite mediche e medicine. Bello lo stato sociale italiano, vero?

Viviamo in comodato gratuito in uno spettacolare ex-ciglieri ristrutturato da mio padre (e che era del mio trisnonno) a Boschi di Lari. Mi' padre è dalemiano, ma per il resto siamo una famiglia molto unita.

Non posseggo nessun immobile, ho un po' di soldi da parte (meno di 100mila euro) e, mutuo permettendo, proveremo a ristrutturare le stalle del mio nonno, e farci una casa nostra. Posseggo una moto, che oramai è d'epoca (Yamaha TDR 250 anno 1991), e giro su una Mercedes Classe A che ho recuperato dalla mia mamma che la voleva dismettere.


martedì 18 dicembre 2012

Perché

Ma perché con un figliolo di venti giorni a casa uno invece che prendersi una pausa decide di candidarsi alle primarie per il parlamento del PD?
Me lo chiedo anche io.
Forse perché solo il fatto che, dopo le battaglie contro un muro di gomma in assemblea nazionale, a gennaio e a luglio, averle davvero le primarie per i parlamentari pareva troppo bello.
Forse perché quando uno parla male dei soliti noti, poi si sente in dovere di offrire una alternativa a chi vuole votare il PD, ma non i soliti noti.
Di sicuro perché mi sento parte di una comunità, che si chiama Prossima Italia, che ha un sacco di proposte programmatiche e metolodogiche che debbono trovare spazio nel PD, come i sei referendum che vorremmo proporre agli elettori del PD su fisco, consumo di suolo, diritti civili, alleanze, reddito minimo, incandidabilità per i condannati.
Un po' perché mi sento una persona normale, e magari una volta tanto in Parlamento è bene che ci vada una persona normale, con un lavoro bello e dignitoso, ma con uno stipendio con il quale si fa fatica ad arrivare a fine mese. Perché so cosa vuol dire precarietà, perché sono stato precario cinque anni (e mi è andata bene), perché sono attaccato e affezionato alla mia terra, perché penso che la ricerca sia fondamentale per rilanciare il Paese.

E poi mi piace pensare che lo faccio anche per Filippo Agostini di Boschi di Lari, 20 giorni di vita e 33.000 EUR di debito pubblico sul groppone, perché per me la politica è e sarà sempre un passatempo più o meno piacevole, da non fare di professione, e da fare per altruismo e per chi viene dopo. Piace pensarlo a me, ma il rigurgito di Filippo quando ho detto che mi candidavo non assomigliava proprio a un espressione di consenso...

Via giù, mi candido alle primarieparlamentari del PD

Sul come e sul perchè se ne riparla a breve.



martedì 11 dicembre 2012

#primarieparlamentari. Poi non dite che non ve l'avevamo detto.

Pippo Civati e Salvatore Vassallo hanno raccolto l'appello di Prossima Italia e hanno messo su una petizione per chiedere le primarie per chi si vuole candidare al parlamento per il PD.
Per favore, se volete evitare un altro Parlamento di nominati, almeno per quello che sarà il partito più grande, firmate qui.

Se ce la facciamo, siamo a metà del lavoro. Perché poi dovremo lottare perché, anche nel PD, tutti facciano le primarie, e non ci siano nominati, magari con l'assurda "scusa" dei rappresentanti del territorio e dei rappresentanti delle competenze.

Non vogliamo marziani incompetenti, ma persone competenti e che magari vivano da qualche parte, non solo a Montecitorio.

venerdì 30 novembre 2012

Fiocco blu vs Caschi blu

Una settimana fa provai a scrivere che ne pensavo delle primarie, e del fatto che, una volta tanto stavo alla finestra, anziché parteggiare, perché nessuno dei candidati mi convinceva fino in fondo, e di come un partigiano come me invidiasse tutti i fervidi militanti dei vari schieramenti.

Contrordine compagni. C'ho ripensato. Dopo le polemiche di ieri sono davvero molto felice di essere alle prese con cose molto più importanti, e di essere distratto dalla politica.

Essere distratto ti consente di guardare le cose da lontano, di vedere le cose come le vedrebbe un semplice elettore, anziché uno che mangia pane e politica e conosce tutti i retroscena. Ecco, da lontano, ieri il comitato dei garanti, i sostenitori di Bersani, Renzi e i suoi hanno fatto tutti una pessima figura. E hanno fatto fare una pessima figura al Partito Democratico.

Nel dettaglio, penso che abbia ragione Vassallo. Il comitato dei garanti garantisce solo Bersani. Sempre nel dettaglio, chi è in assemblea nazionale PD (e non solo) sa che, mentre pochi delegati chiesero che le regole delle primarie fossero definite da subito, insieme alla convocazione delle primarie, e che se ne occupasse la commissione statuto, le regole sono state trattate sottobanco da Nico Stumpo (per Bersani) e Reggi (per Renzi) e portate ad una coalizione quasi inesistente per ratifica. Quindi Renzi è complice del fatto che adesso le cose vadano così.

Insomma, oramai la frittata è fatta. E le uniche parole di buonsenso (tanto per cambiare) mi paiono quelle di Civati, che invoca i caschibludem. E quando a un casinista come me viene la voglia di fare il casco blu vuol dire che qualcosa non va.

E allora sono molto felice di essere alle prese col fiocco blu, e di continuare a guardarvi da lontano, mentre litigate per un altro paio di giorni. Da lunedì, però, si pensi a come governare il Paese, perché questo riguarda tutti noi. Soprattutto chi è al mondo da pochi giorni.