martedì 6 novembre 2012

Corruzione di minoranza

L'Italia è un Paese di persone perbene. Prendete ad esempio i Marzotto, che sarebbero colpevoli di aver evaso 65 milioni di Euro. Che hanno fatto alla fine? Nulla, si sono solo dimenticati di fare la dichiarazione dei redditi.

L'esempio è Berlusconi, di cui tutti dicono un gran male: ha subito un sacco di processi, ma una sola misera condanna di primo grado. Quindi un campione di onestà. Oggi la figlia lo difende a proposito del lodo Mondadori: "dei tre giudici solo uno era corrotto, gli altri due no". Una motivazione fantastica.

Immaginatevi l'etica italiana estesa a livello mondiale. Oggi tutti vi lambiccate con gli swing states delle elezioni USA. Pensate a Mitt Romney appena eletto che sale sul palco e dice: "Dei tre stati chiave i miei hanno fatto brogli solo in Florida, ma sono stato onesto in Virginia e North Carolina, quindi il verdetto elettorale è giusto". O il ministro tedesco che si dimise per aver copiato la tesi di dottorato: "ok, ma la tesi di primo livello e di master me le ero fatte da solo, dov'è lo scandalo?"

lunedì 5 novembre 2012

Le elezioni degli eletti

In battuta si potrebbe dire che tutti dovremmo poter votare alle elezioni presidenziali USA, visto che il presidente USA, volenti o nolenti, governa un po' su tutto il mondo.
Ma se non siete cittadini americani non lamentatevi troppo, perché avere diritto di voto per le elezioni USA, di per se non significa nulla. Perché, mai come nelle elezioni USA non vale il detto: "un uomo un voto". Gli USA sono una federazione e quindi non si contano il totale dei voti, ma il voto nei singoli stati. A complicare il tutto c'è il fatto tipicamente anglosassone che chi arriva primo vince tutto. Quindi ogni stato ha un numero di grandi elettori, che varia in base al numero degli abitanti (3 in Wyoming, perché le mucche non votano, 55 in California). Quindi chi prende un voto di più in Wyoming si becca tre grandi elettori, chi prende un voto di più in California se ne prende 55.
Il fatto è che ci sono degli stati dove non c'è partita: a New York e in California, per dire, vincono sempre i democratici, in Texas, vincono sempre i repubblicani.
Quindi un voto in questi tre stati, che sono i più importanti del paese, non conta nulla.
Poi ci sono gli stati in bilico. E un voto in questi stati vale tantissimo.
Quindi, se vi interessa sapere se Obama vincerà, vi tocca occuparvi di cosa succede in Ohio, Iowa, Virginia. Un po' come se non vi interessa tanto il calcio, ma quando si gioca Italia-Germania ai mondiali tifate come matti, vi tocca di ristudiarvi il fuorigioco, leggervi le formazioni, sapere come stanno i polpacci di De Rossi e se Balotelli ha dormito bene. Però qui non si gioca in undici, giocano in diversi milioni, e quindi la cosa è più complessa.
Poi gli USA sono un miscuglio di etnie, e gli analisti la dividono in categorie, e allora diventa determinante il voto dei latinos del Nevada, delle donne single dell'Ohio, degli operai del Michigan.
Se invece siete un agente di borsa di New York, un petroliere texano o il CEO di Google non contate nulla. Ma anche se siete un latinoamericano in Texas, un black del South Carolina, o una desperate housewife del Wyoming. O meglio, più che il vostro voto, conta la vostra possibilità di convincere uno degli "eletti" a votare bene.
Insomma, in bocca al lupo a Obama, e speriamo che i pochi eletti che hanno il potere di spostare il numero dei grandi elettori si comportino bene.

Colpevole

Saltato il tappo al pentolone IDV grazie a Report, oggi scopriamo che il cognato di Di Pietro è indagato per abuso d'ufficio.
Scopriamo anche che il cognato di Di Pietro è deputato del partito di Di Pietro.
Ovviamente vedremo cosa succederà al processo, e dal punto di vista penale il cognato di Di Pietro, fino a prova contaria, è innocente.

Per la gestione familistica dell'IDV, invece, Di Pietro è sicuramente colpevole.

mercoledì 24 ottobre 2012

Per esempio, un sindaco che non ha paura delle primarie...

Un gran giorno per Pisa. Parte il cantiere dell'IKEA. Chi bazzica casa mia sa che lo dico senza ironia.
http://pisanotizie.it/news/news_20121024_posa_prima_pietra_ikea_area_navicelli.html mette una bella foto del Sindaco con la pala in mano.

Un tal LG, cittadino pisano, commenta un po' polemicamente sulla bacheca del Sindaco:
"Caro Sig. Sindaco ... l'ho visto con la vanga in mano!!!! è bassa la terra eh?? :) però io come tanti altri pisani non ho capito che diavolo avete combinato coi terreni... a Pisa dicono che avete fatto un bel troiaio... che avete ceduto i terreni a 1 e chi l'ha comprati (un bottai a caso?) li ha rivenduti a 4... cioè se non ho capito male 50€ per il comune al m2 e 200€ al m2 per la società navicelli. Come mai i pisani hanno "svenduto" l'area?"

Il sindaco risponde:
"A Pisa i cittadini dicono che sono molto contenti dell'insediamento di IKEA. Se lei ha bisogno di chiarirsi le idee può ricostruire passo passo, parola per parola, atto per atto, il percorso impegnativo e trasparente fatto dal Consiglio Comunale di Pisa, concluso non per caso con un voto a larghissima maggioranza, bel oltre quella che mi sostiene. La documentazione è tutta pubblica, naturalmente. L'avverto che le parole che ha usato in questo post, rivolte ad un sindaco, potrebbero far ravvisare il reato di diffamazione a mezzo stampa."


Sempre senza ironia, mi immagino che un sindaco diverso, magari uno che non ha paura di fare le primarie, avrebbe potuto rispondere così:
"Egr. Sig. G, quella della svendita del terreno è una fandonia bella e buona. Infatti, quando abbiamo venduto il terreno il suo valore commerciale era X, e non è vero che chi l'ha comprato lo abbia rivenduto a 4X. Oppure: "Chi ha comprato il terreno ad X non poteva sapere che lo avrebbe rivenduto a Y, perché....". Oppure: "Per il Comune non era materialmente possibile vendere direttamente ad IKEA, per il seguente motivo:...."
Si tratta solo di una questione di stile, perché sono sicuro che il Comune di Pisa ha ragione da vendere. Allora basta spiegarlo in modo che lo capiscano tutti.

Perché ai cittadini bisogna sempre rispondere, anziché minacciare, se si vuole essere chiamato "primo cittadino". E perché rispondere è anche conveniente, se si vuole essere ricandidati. Si possono schivare le primarie, ma non le elezioni vere. Volenti o nolenti.

martedì 23 ottobre 2012

Torre D'avorio batte Palazzo di Vetro




Ieri sera l'assemblea comunale del PD di Pisa si è opposta con maggioranza schiacciante (100 voti su 133 componenti) alla possibilità di fare le primarie, come chiedevamo noi di A Proposito di Pisa.

Alcuni commenti:

1) Chi perde ha sempre torto. E' la democrazia.

2) Il metodo di votazione è stato fortemente irregolare. Si è aperto un seggio per far votare la gente in modo palese, firmando sotto il documento. In tutte le assemblee il voto palese è previsto solo a fine del dibattito, per alzata di mano o per appello nominale. I seggi si aprono solo per il voto segreto. E anche qui, nelle assemblee di partito, i seggi non si aprono prima che il dibattito cominci.

3) Non vale la pena di fare troppo casino per il punto 2, perché comunque vale il punto 1.

4) Non capirò mai perché, quelli che ieri hanno avuto paura delle primarie sono gli stessi che le chiedevano un anno fa, o quelli che le teorizzavano e le imponevano agli altri, quando non erano sindaci, ma segretari di partito. Un atto di coraggio alla Bersani (le primarie le chiedo io) avrebbe portato Filippeschi allo stesso risultato, magari con la coalizione allargata a SEL, e con un vantaggio straordinario sulla campagna elettorale. Certo, il coraggio non è proprio della gente grigia.

Presentando Federico Russo alla conferenza stampa di sabato scorso ho detto: "vorremmo trasformare il Partito in un palazzo di vetro". Oggi Federico commenta con grande franchezza, da vero cavallo di razza. E i vincitori, rinchiusi nella loro Torre D'Avorio, minimizzano l'importanza del voto di ieri, dando enfasi a una coalizione inesistente. O peggio, si arrampicano sugli specchi, stretti nella contraddizione tra l'appoggio a Renzi, che le primarie le ha pretese contro lo statuto, e la situazione locale.

A Federico, e a tutti quelli di A Proposito di Pisa dedico questo spot della FIAT di qualche anno fa (protagonista Jeremy Irons). Perché nella vita si vince e si perde, ma la cosa peggiore è non provarci, e perché, per alcuni di noi, non è importante solo dove si va, ma anche come ci si arriva.
Te la dedico Fede, perché di strada da fare insieme ne abbiamo ancora molta.



martedì 16 ottobre 2012

Il non giusto al posto sbagliato

Bersani: "Non chiedo a D'Alema di candidarsi".

Il segretario è stato bravino.

Però pensate se avesse detto: "Chiedo a D'Alema di non candidarsi". Un colpo da set, game, match.

Nel frattempo, pare che D'Alema non l'abbia presa bene: 700 firme varranno di più del segretario. O no?

E Renzi? Beh, meglio che si legga Popolino.

lunedì 15 ottobre 2012

Toh? C'ho indovinato...

Ma non importa essere streghi, e nemmeno truccare, come è successo qui.

A volte, prevedere il futuro è facile. La mia intervista al Tirreno, che tanto clamore ha fatto, finiva così: "Se D'Alema perde le elezioni, il giorno dopo ci sono 1.000 sindaci, 300 deputati e senatori, 500 consiglieri e assessori regionali, 2.000 presidenti di società di acque, energia, rifiuti ed ospedali che sono sempre in carica, grazie a questo sistema di potere. Per cui chi perde non se ne va, perché i suoi sottoposti lo tengono a galla."

Sabato scorso sull'Unità, puntuale è arrivata la conferma alle mie parole. 700 firme a sostegno di D'Alema. Che ve lo dico a fare che in gran parte sono stipendiati dalla politica?

Ed oggi si chiude il cerchio: D'Alema non si candida. A meno che non lo chieda il partito...
Se glielo chiede il Partito, allora è partito di cervello.



venerdì 12 ottobre 2012

Home

Perché uno torna a casa, poi vede questa e si sente felice di essere tornato a casa:
http://www.petizionionline.it/firme/pisa-capoluogo/8167.

No, avete capito male, non sono un fan del fatto che un giornale (di Firenze, poi) metta su una petizione campanilistica come questa. Magari sperando di vendere 100 copie in più pubblicando i nomi.

Immagino che la Nazione cronaca di Livorno poi farà una petizione analoga. Non è chiaro se poi le due cronache di Pisa e di Livorno risolvano la questione con una gara di rutti o con una gavettonata fuori stagione al Calambrone.

Comunque, dicevo, non è che apprezzo questa petizione. Però apprezzo chi ha il coraggio di mettere la faccia per affermare i propri valori, anche se per molti di voi potrà risultare solo sterile campanilismo...

Andateveli a leggere tutti e mille, io vi do solo un assaggio.






mercoledì 10 ottobre 2012

Cedesi firma per le primarie del PD. Vendesi, regalasi. Astenersi usurpatori.

Come molti di voi sapranno, ho la ventura di far parte dell'assemblea nazionale del PD. Una cosa che conta poco, tranne permettersi di poter urlare in faccia a Rosy Bindi come stia invecchiando male.

Non stavolta. Le firme per fare le primarie del PD debbono essere raccolte in un paio di settimane: 3% degli iscritti, o 10% dell'Assemblea nazionale. Visto che pare che ci siano stati nel 2011 600.000 iscritti al PD ma nessuno (tranne Stumpo e Migliavacca?) sa chi siano, trovare 95 firme dei delegati dell'assemblea nazionale pare più facile.

E quindi la mia firma diventa "preziosa". Ora Bersani non ha bisogno di firme è segretario del PD e quindi partecipa di diritto.

La firma a sostegno di Laura Puppato è arrivata per prima, dal responsabile pisano del comitato per Laura Puppato. Non ridete perché a Pisa c'è un comitato per Laura Puppato, però un sorriso quando saprete chi è il coordinatore non credo sia offensivo.

Ieri mi sono arrivate diverse mail da Sandro Gozi, mi sono un po' arrabbiato perché un giovane dovrebbe sapere usare l'ambaradan ed evitare invii multipli, specie se ti arrivano a 5000 km da casa, dove internet va a carbone. Sandro Gozi, se l'è presa, poi ci siamo spiegati. Ma insomma, non gli darò la firma, ma almeno l'onore delle armi: mi ha chiesto la firma e me l'ha chiesta di persona.

La sorpresa arriva oggi, con questa mail:

Ciao Samuele,
ti contatto per quanto riguarda le firme dei delegati dell' Assemblea Nazionale per la candidatura alle primarie.
So che hai già firmato a Roma a sostegno di Matteo Renzi, purtroppo le firme raccolte all' Hotel Ergife non sono valide, ma bisogna farle sul modulo che ti allego e poi mandarmi una copia compilata per mail o fax. Ovviamente se sei a conoscenza di altri delegati disponibili a firmare, sei liberissimo di contattarli. 
Se riesci entro domani, sarebbe una grande cosa.
A tua disposizione per ulteriori informazioni, ciao a presto.

Ops, sorry con tutti gli altri candidati. HO GIA' FIRMATO PER MATTEO RENZI.
Peccato che, venerdi sera, io avessi mandato questa mail:

Gentile organizzazione, vi prego inoltrare alla presidenza dell'assemblea nazionale la mia giustificazione per l'assenza all'assemblea nazionale di domani, sabato 6 ottobre 2012 dovuta a impegni di lavoro assunti precedentemente alla data di convocazione dell'assemblea e che non sono riuscito a procrastinare a tempo debito.
Cordiali saluti,
Samuele Agostini

Insomma, io all'Assemblea non c'ero.

E quindi:
a) spero che nel numero legale non ci fosse anche il mio nome (e quello di altri assenti), altrimenti Bersani si fa le primarie con Vendola e Tabacci.
b) Chi cavolo ha firmato a mio nome la candidatura di Renzi?

Ma come, un big come Renzi ha bisogno di firme false?
Nel caso sia chiaro: Renzi è uomo di mondo, i regolamenti si cambiano, e gli ideali valgono poco. Quindi la mia firma per Renzi non si regala, al massimo si può barattare con 1000 firme (vere) per le primarie a Sindaco di Pisa.

martedì 9 ottobre 2012

Caro, a proposito di Pisa, così non va.

A volte ritornano. Oppure si può dire che schiavitùdiseguale è capace di prevedere il futuro (pur in stato di quiescenza). Specie se si tratta di persone un po' prevedibili.
A 39° est di latitudine arriva l'eco di un pubblico richiamo di Paolo Fontanelli verso "A proposito di Pisa". Del resto, chi può negare a Paolo la patente di dire cosa è giusto è cosa è sbagliato?
Qui trovate l'apposito formulario: è del 2009, ma sapete, a Pisa pare che il tempo passi lentamente:


Niente di nuovo direte voi. Però, insomma, qualcusa di nuovo c'è. Che cinque anni fa Paolo Fontanelli, pensando di meritare un posto a Roma, fu costretto a giocare sporco per impedire le primarie, perché Marco Filippeschi non avrebbe mai accettato di lasciare libero il suo posto da parlamentare senza la certezza di essere Sindaco. Secondo me Paolo sbagliava (caro Paolo, così non ci siamo, per dirla con le sue parole), però credo che meritasse un posto da deputato (e mi sembra che lo stia facendo bene, per inciso) e soprattutto, stante il porcellum e il fatto che cinque anni fa non c'erano le primarie per i parlamentari, Fontanelli non aveva altri strumenti per non rovinarsi la carriera.

Oggi però le cose sono diverse. Paolo Fontanelli ha detto più volte di essere disposto a fare le primarie per i parlamentari, dando prova di coraggio, e io credo che potrebbe vincerle piuttosto facilmente e con merito. Ma soprattutto non ha alcun interesse personale o politico nel contribuire a blindare Marco rinchiudendo il PD in un piccolo orto. Anzi, visto che tra i "fedeliallalinea" è una spanna sopra tutti gli altri, Fontanelli potrebbe/dovrebbe essere quello che limita gli atti di prepotenza, che sprona tutti per un confronto aperto, e magari, quello che convince Marco Filippeschi a fare un atto di coraggio. In cambio, sono sicuro che porterebbe a casa la lealtà di "A proposito di Pisa" verso il vincitore delle primarie. Sarebbe un bene per tutti, e per portare più voti al PD.

Per questo proprio non riesco a spiegarmi la sua sortita. Non per bacchettarlo, ma perché capirsi in politica è fondamentale.

Rapporti sospetti

Rapporti sospetti con le cosche. Sciolto il Comune di Reggio Calabria.

La normale democrazia sarà ripristinata solo quando questi rapporti verranno definitivamente accertati?

domenica 7 ottobre 2012

Antico proverbio turco

Nella mesopotamia turca si narra di un antico proverbio: "Non sputate nel piatto dove voi non avete mangiato, ma dove qualcun altro vorrebbe mangiare".

Non so se qua leggano il Tirreno cronaca di Pisa, ma pare che concordino con me quando dico che talvolta i vecchi son peggio dei giovani, e che il PD ha tanti difetti, ma è molto molto meglio di tutti gli altri partiti.

Un saluto dalle rive dell'Eufrate, dove le beghe pisane paiono davvero piccole.

giovedì 4 ottobre 2012

Meglio secondi che...

"Renzi è come i tifosi della Fiorentina, che godono più a perdere potendo accusare l'arbitro di immani torti subiti, che a vincere".
Non vi dico chi me l'ha detto, però è un mio caro amico che tifa per la Fiorentina. E anche per Renzi.

Certo però che le regole delle primarie...anche se secondo Popolino...

mercoledì 3 ottobre 2012

Talmente belli che...

Quali sono i tre paesi più belli del mondo?
Io non ho dubbi, ci sono solo tre paesi al mondo che hanno tutto: una natura spettacolare in ogni suo aspetto, da spiagge fantastiche a montagne e vulcani bellissimi, un patrimonio artistico e culturale inimitabile, che proviene da grandi imperi e civilità millenarie, e una cucina buonissima. Ci sono solo tre paesi al mondo dove non manca niente:
Italia
Turchia
Messico

Ah, sì, una cosa manca in questi tre paesi: chi paga le tasse!




martedì 2 ottobre 2012

Perché non l'ha detto prima?

Fiorito: "meglio in galera che nel PDL".
La battuta sulla poca differenza che passa tra i suoi nuovi compagni di cella e i suoi vecchi compagni di banco viene spontanea.

Ma il punto, secondo me è un altro: se se ne fosse accorto qualche mese fa, fosse andato a spifferare tutto da un giudice, in cella ci sarebbe finito di sicuro, magari la Polverini se ne sarebbe andata a casa un po' prima, e qualche milionata di euro che si sono mangiati e sputtanati rimanevano in cassa della Regione Lazio.
E magari, dal calduccio della galera, non aveva bisogno di comprarsi una Jeep, per andarsene a giro con quel freddo, in una città governata da un Sindaco che non è nemmeno buono a spalare la neve.

lunedì 1 ottobre 2012

Non è solo la politica, il problema

L'ho sempre detto io che non è solo la politica e non è solo l'anagrafe il problema.

Gli inamovibili sono dovunque, e di tutte le età.

Prendiamo l'esempio della mensa del CNR: anche qui è pieno di persone che chiaramente hanno finito, eppure non lasciano il posto. E persone che invece di attrezzarsi per cambiare le cose si mettono in fila. Proprio come la politica. E come tutto il resto.


venerdì 28 settembre 2012

Non solo la stampa, ora ci si mettono anche gli hacker

L'articolo di Mario Lancisi con l'intervista a un poco noto "rottamatore" pisano non era ancora in edicola, che mi arriva una mail di apprezzamenti.
A dire la verità me ne sono arrivate diverse, e io già mi figuravo di essere il Jerry Maguire delle colline pisane (della serie: prima ti fanno i complimenti e poi...).
Peraltro questa mail non mi stupì, perché Sandra fece una cosa altrettanto coraggiosa, dire più o meno le stesse cose a una direzione regionale del PD (lì i complimenti glieli inviai io).

Torno a casa e mi fanno notare che su Pisa Notizie, una tale Sandra Capuzzi (è la stessa?) e Ferdinando De Negri scrivono cose un po' diverse:
"Ci sono luoghi, all'interno di Partito, che servono apposta per accendere la discussione e affrontare i temi più scottanti: invece si continuano a scegliere spazi diversi per confrontarsi, anche quando si ricoprono ruoli politicamente rilevanti. Evidentemente si è solo alla ricerca di visibilità."


E ancora:
"Le uscite degli ultimi giorni sulla stampa locale vanno radicalmente nella direzione opposta e fanno solo del male al PD."

Sulla bacheca di Federico Russo, una (la terza?) Sandra Capuzzi puntuallizza:


La cosa che mi pare interessante è il contrasto tra volere le primarie e il volere collaborare per cambiare le cose. Questa proprio non la capisco.

I casi sono tre:
A) Qualcuno si è impossessato delle user name e password di Sandra Capuzzi e si diverte a farle fare figure di merda.

B) Ci sono tre Sandre Capuzzi in città.

C) Qualcuno ha fatto notare alla Capuzzi che chiunque chiede le primarie, o dà una mano a far sì che le primarie si facciano, non sarà ammesso a collaborare, a dare una mano, a portare idee, nel caso che poi le primarie non si facciano o le primarie le vinca il sindaco uscente.

Non so quale delle tre prospettive mi atterrisca di più.

mercoledì 26 settembre 2012

Lavori non forzati

"Certo, un'intervista così una trentina d'anni fa, t'avrebbe mandato dritto dritto ai lavori forzati." Il bello è che per me spaccare rocce, è il più bello dei mestieri.

A volte, quando esce il mio lato più bastardo, lo faccio di proposito: attacco briga e poi, quando mi rispondono, prendo e me ne vado, lasciando l'interlocutore gonfio di livore che non sa con chi sfogarsi.

Questa volta è capitato. Anche se ora "si litiga" sulla rete, quindi la gente può mandarmi allegramente a quel paese su facebook (più spesso lo fanno senza taggarmi, però va bene lo stesso).

D'altra parte, qualche mese fa, non potevo sapere che avrei ricevuto una telefonata da un giornalista, e quindi avevo già deciso di venire a spaccare rocce in quel di Valencia. Però è davvero troppo bello: un'occhiata veloce ai giornali prima di partire, e tutto osservato con un certo distacco.

Perché uno dei mali principali, della politica e della vita, è che ci si prende troppo sul serio. Invece è bello ogni tanto guardarsi da lontano. Un altro buon motivo per disincentivare alla politica di mestiere.




PS: onore al merito all'anacronistico GPS Garmin, che mi ha servito con puntualità dal Salvador 2005 a oggi, quando è stato dimenticato (e sottratto prima che tornassimo a cercarlo) in quel di Picassent. Da ora in poi si farà con l'iphone anche quello.

domenica 23 settembre 2012

Non sono Pasquino. Però dico quello che penso.

(anche se alcuni sostengono che si mangia meglio a casa mia che da Pasquino alla Sterza, l'unico Pasquino noto ai più).

Cristian Pardossi, che è uno che apprezzo di più tra "coloro che apprezzo di meno" (nel senso dei giovani strutturati obbedienti del PD), ha scritto questo, senza peraltro taggarmi, cosa che avrei preferito, perché parlare nel viso è sempre meglio che parlare alle spalle. Però capisco che si sia sentito punto nel vivo e abbia pensato che non merito il suo rispetto.

"Piccoli politologi crescono. Stamani ho appreso che sarebbe bene che in Toscana il PD perdesse un po' di tornate elettorali, almeno si ripristina la democrazia. Sì, va bene, la teoria dell'alternanza la conosco. Ma un conto è se me ne parlano Pasquino, Morlino, e Della Porta. Un conto è se ne lo dice un dirigente regionale del mio partito. Mala tempora currunt..."

Ovviamente Cristian parlava di questo.

Non conosco Morlino e Della Porta, ma via via ho letto Pasquino (Gianfranco, non quello della Sterza) su l'Unità. Devo dire che Cristian ha ragione, la mia analisi è alla Pasquino dei poverissimi.

Ho solo due cose da dire a mia discolpa:

A) Che i giornalisti tagliano. Ma non ce l'ho con Mario Lancisi, ha fatto il suo mestiere, anche troppo bene. Io sono prolisso di natura, i giornali hanno i suoi spazi. Quindi la mia analisi è risultata ancora più semplicistica di quello che era. E i giornalisti scrivono quelle che per loro sono notizie. Ed è loro diritto giudicare quali sono notizie e quali no, e quindi tagliare una cosa piuttosto che un'altra

B) Di gran lunga più importante: io non ho chiesto, né mi piace particolarmente apparire. Però non mi piace nemmeno nascondermi. Quindi se uno mi fa una domanda, io rispondo quello che penso. A costo di apparire banale.

L'altro giorno, vista una cosa sul corriere.it mi sono permesso di scrivere una cosa anche sugli enti locali, senza avere fatto il master in gestione sussidiaria delle comunità umane ad Harvard. Per fortuna la cosa non è andata sul giornale e nessuno mi ha preso in giro. Ma avrebbe potuto farlo, con ragione. Per dire, Monica me ne ha cantate quattro sul mio modo semplicistico di proporre riforme di questo tipo. Però, insomma io la pensavo così.

Comunque vada, io continuerò a dire quello che penso. E finché questo partito, pieno di difetti, ma molto meglio di tutti gli altri, avrà sedi di discussione cui sarò chiamato a partecipare, continuerò a discutere con Cristian. Poi io penserò che un ragazzo così intelligente potrebbe trovarsi un lavoro altro dalla politica, e fare politica per passione, così sarebbe più libero e potrebbe esprimersi al massimo delle sue capacità, e lui potrà continuare a pensare che i dilettanti come me non devono permettersi di parlare di politica, e che le analisi di isotopi che faccio al CNR, di cui vado tanto orgoglioso, non servono a nulla e sono spreco di denaro pubblico. E magari, parlando di consumo del territorio, continueremo a pensarla alla stessa maniera.

Ad uso di Cristian, e di chi può essere interessato, riporto il pezzo completo. Ma, ripeto, ha fatto bene Lancisi a tagliare questa parte a scapito di altre cose, giornalisticamente questa non era una notizia. Era una cosa da livello Pasquino (quello della Sterza):


"Pisa non è molto diversa dal resto dell’Italia, dove la gerontocrazia impera, e non solo in politica. Però per la politica è più grave, perché per governare la società si ha l'obbligo morale di dare il buon esempio. Le solite facce si mantengono meglio dove c’è il sistema di potere non teme ricambio: la Lombardia passata da DC-PSI a DL-Lega, con le stesse persone, o la Sicilia dove ancora oggi comandano i vecchi democristiani. La Toscana è una regione rossa dove la sinistra è al potere dal dopoguerra, con esperienze di buon governo nemmeno paragonabili a quelle sopra citate. Però sapere che con le elezioni non cambierà nulla permette di disporre di moltissime cariche. E questo salda i legami tra i potenti e li mantiene in vita a lungo."

Sul Tirreno è uscita così:
"Anche a Pisa la gerontocrazia impera, e non solo in politica. La Toscana è una regione con esperienze di buon governo. Però anche da noi la classe dirigente appare inamovibile."... "La sinistra è al potere dal dopoguerra. Sapere che con le elezioni non cambierà nulla permetti di disporre di moltissime cariche. E questo salda i legami tra i potenti e li mantiene in vita a lungo".




Come terrorizzare entrambi

Maria Rosaria Bindi da Sinalunga afferma che:
a) alle primarie sosterrà Bersani
b) essendo presidente dell'assemblea è lei la garante delle regole per le primarie.

Come terrorizzare Bersani e Renzi in un colpo solo.

Occhio alla pronuncia

La Minetti sfila per Blue Fashion Beach. E occhio a come pronunciate la parola beach, perché se non fate la i abbastanza lunga, vi beccate una querela.

Tutti dobbiamo poterci sposare: etero, gay e tendenza Civati

Oggi l'apertura del Tirreno di Pisa è questa: "Una scossa agli inamovibili - Un esponente del PD apre un caso: <<Anche a Pisa il potere è nelle mani dei soliti noti. Ai giovani non resta che mettersi in fila e obbedire, in politica e non solo>>.

Poi c'è una lunga intervista a un bravissimo ragazzo, che se vi va potete leggere qui (violando il copyright?).

A proposito: non sono né di Prossima Italia (associazione di cui tira le fila Pippo Civati), né Civatiano, né dei Ciwapcici, né vicino a Pippo Civati. Sono ancora meglio: tendenza Civati. Non male, no?


sabato 22 settembre 2012

Un patto col Papa (e coi partiti cattolici)

Sua Santità ha ribadito oggi la sua visione del mondo: non si ceda sulla famiglia, no incondizionato ad aborto, eutanasia e matrimoni gay.
Io sono pienamente d'accordo, anche se a dire il vero, il Papa si dimentica di un altro abominio: il divorzio. Ah, già, ci sarebbe anche la fecondazione assistita.

Possiamo fare un patto da gentiluomini col Papa e coi partiti cattolici?

Mettiamo per legge che i cattolici non possono divorziare, abortire, farsi l'eutanasia, sposarsi se sono dello stesso sesso. Poi consentiamo per legge a tutti gli altri di farlo.
Se un cattolico manifesta l'intenzione di compiere uno di questi atti, lo stato invierà urgentemente al Vaticano le sue generalità, che avrà facoltà di inviare, entro tre giorni, un appello alla persona in questione, avvertendolo che rischia la scomunica e la dannazione eterna. Il soggetto in questione avrà tre ulteriori giorni per decidere se ripensarci, dopodiché si proceda. A quel punto lo Stato comunicherà al Vaticano che il soggetto ha da essere scomunicato.

Chi non è cattolico si regoli secondo la propria coscienza e le proprie convinzioni etiche.

Si può fare?

venerdì 21 settembre 2012

Ti piace la busta gialla? Comprane una blu.

Non me lo sono mai spiegato. Vai all'IKEA e ci sono quelle favolose buste gialle. Poi arrivi all'uscita e trovi la scritta: "Ti piace la busta gialla? Comprane una blu". Una volta arrivai davanti alle casse e mentre facevo la fila lessi a voce alta: "Ti piace la topa? O piglialo nel culo!" Mi sortì fuori dalla bocca senza che me ne accorgessi. (Scusate il francesismo).
Ecco oggi, Fiorito mi ha superato: non ho rubato, però vi restituisco i soldi.

giovedì 20 settembre 2012

Le figurine di Bersani

Vi ricordate le figurine di Veltroni nel fare le liste alla Camera? Un operaio di Torino, un industriale veneto (questo gli è venuto peggio), una ricercatrice precaria di Roma, una figlia di politico siciliana...
In quasi tutte le riunioni del PD post Veltroni, minimo c'era una battuta contro questo modo di fare, di non scegliere le persone per le loro competenze, ma per quello che rappresentano, per la loro immagine.
E contro queste figurine, allegoria del veltroniano partito leggero, si  scagliavano con veemenza quelli del Partito forte, pesante, i Bersaniani doc.

Ecco oggi, il Segretario del Partito, che è anche candidato alle primarie di cui il Partito non fissa le regole, ha ufficializzato il suo comitato elettorale: un giovane politico di professione del sud, un giovane  segretario di circolo che lavora nel settore dei media del centro, una giovane amministratice e libera professionista del Nord. Due uomini e una donna, uno del nord, uno del centro, uno del sud, un funzionario, un segretario di circolo, un amministratore. E soprattutto, il capolavoro matematico: cento anni in tre. Avevano provato anche con un funzionario del centro, una consigliere comunale del sud, una segretaria di circolo del nord. Veniva meglio, due donne e un uomo, ma la somma delle età faceva 101, che fa poco giovane e molto Crudelia de Mon.

Insomma siamo alle figurine di Bersani. Che dispiacciono ancora di più perché magari (come dice sempre Fausto Valtriani della Moretti) questi tre sono bravi davvero.

PS: e non si preoccupino troppo quelli del partito pesante. Perché Migliavacca e Stumpo in telecamera non rendono, ma dietro le quinte ci sono ancora.


Tanto paga pantalone (2)

Tanto paga pantalone (1)

Ahò, me lo potevate pure di' che poi dovevo fa' la moralista, che armeno me risparmiavo 'a foto.


Mi scrive Giorgio su facebook: ciao samuele. Magari mi sfugge qualcosa, ma tra la gente in maschera non vedo i trans di Marrazzo...
Io ho risposto così: Ti sfugge il fatto che Marrazzo i trans se li pagava di tasca sua, per esempio. E che, nonostante questo si è dimesso, senza aver rubato un euro, perché non sopportava di essere ricattato da qualche stronzo che era pagato dallo stato per proteggerlo.


Perché il punto non sono tanto (o soltanto) i gusti personali delle persone. Qui si tratta di mettere i ticket sulla sanità per pagarsi SUV, ostriche e puttane (ops, scusate: squillo).

sabato 15 settembre 2012

Spreco di risorse

I PM di Milano dicono che Daccò ha pagato cinque vacanze a Formigoni per cinque milioni di Euro.
A parte la gravità di questa storia di tangenti e corruzione, pensate un po' che bello se Formigoni imparasse a fare vacanze low cost.
Con cinque milioni di euro ce lo leveremmo di torno per una decina d'anni.
Che ne dite di consigliargli booking.com o viaggiavventurenelmondo.it?

giovedì 13 settembre 2012

Le province, le province, le province...o i comuni?

Se vi va guardate questa inchiesta del team Gabanelli, sull'assurdità di avere 8 comuni all'Elba.
Beh, ragione piena direte voi.
Allora, propongo lo stesso esercizio anche fuori dall'Elba: la provincia di Livorno potrebbe cavarsela con 5 comuni: Livorno, Rosignano, Cecina, Piombino ed Elba.

Quella di Pisa idem: Pisa, Valdera, Basso Valdarno, Valdicecina, Colline.
E non si tratta solo di risparmiare risorse accorpando i comuni più piccoli. Perché è indubbio che Orciano Pisano o Chianni non hanno proprio senso, con tutto il rispetto per dei borghi stupendi, ma che sono inutili centri di spesa senza alcuna possibilità di offrire scelte politiche o servizi sociali ai loro cittadini.

Si tratta del fatto che il mio nonno di Lari, 50 anni fa, non aveva niente a che spartire (scuola, acquedotto, spazzatura, fiere o mercati) con un suo coetaneo di Terricciola o di Bientina. Invece, oggi, un cittadino di Lari condivide già tutta la gestione dei servizi con gli altri cittadini della Valdera, i regolamenti edilizi sono largamente coincidenti, i problemi sono gli stessi. Quindi non è colpa dei comuni, è colpa del fatto che è cambiata un'epoca. Rimane solo il campanile, che a me come tutti i toscani, piace. Lasciateci il 56035, lasciateci come Lari come comune di residenza, e tanto ci basta.

E quanto sopra vale anche per comuni grandi, come Cascina e San Giuliano che, di fatto, sono già area pisana (se non periferia pisana).

In questo modo si farebbe un favore alla politica (perché si andrebbero a formare degli enti dimensionati ai servizi che debbono gestire), si eviterebbero un sacco di sprechi (assessore alla cultura in comuni dove il budget per la cultura è 1000 Euro l'anno, oppure 3 vigili o un'anagrafe per gestire 600 abitanti).

Corollario: enti di questi dimensioni potrebbero rapportarsi direttamente con la Regione, rendendo quindi obsolete le province. E così via anche tutto il ridicolo dibattito sul loro ridisegno: la più spassosa che ho sentito è quella del Molise, dove all'accorpamento di Campobasso con Isernia reagirebbero nominando Campobasso capoluogo di Regione e Isernia capoluogo di Provincia, così si salvano i capoluoghi. Anche quando sono più piccoli di Ponsacco.

mercoledì 5 settembre 2012

Aggiungi un posto a tavola

Per tutto agosto me ne sono stato buono, perché quando è troppo caldo è più facile sparare cavolate, come avrete tutti potuto constatare. E visto che io sono soggetto più di altri al rischio cavolate...
Però ecco, ora è raffrescato e allora potremmo ricominciare tutti a usare un po' il cervello.
Per ora, leggendo i possibili scenari futuri (futuri???) su Repubblica.it, più che il cervello, a me mi si mette un moto un gran rimescolio di stomaco.
Ué ragassi, non vorremo mica lasciare qualche dinosauro senza seggiola?


giovedì 2 agosto 2012

Fischioni e i bersanoidi

A geologia girava una leggenda metropolitana. Fine anni '90. Fischioni (di nome faceva Gabriele, ma non chiedetemi di più), apprestandosi a scrivere la tesi nella saletta di Paleontologia, dopo un quarto d'ora buono che pigiava la tastiera, urlò: Pietro, come cazzo si fa a fare la maiuscola?
E io ora Fischioni me lo immagino rapito da Enzo Puro, tenuto nel nascondiglio segreto dei Bersanoidi,  che sono lì che lo torturano a morte con le relazioni stenografate di Bersani e lo obbligano a snocciolare rosari con la coroncina di Rosabinda. Sì perché, pare che EnzoPuro, letto il secondo capolavoro di Popolino, abbia messo sotto tutti i bersanoidi per scoprire il terzo segreto di Fatima: "Aho, Fischio', te che te ne 'ntendi, se ce voi sorti' vivo, dicci un po' che cazzo è sto CAPSELOCHHE."
E Fischioni, sprezzante del pericolo, se ne canta: Popolin, Popolin, viva Popolin!

martedì 24 luglio 2012

Anticipo o posticipo?

No, avete capito male, non vogliono anticipare il voto di sei mesi, lo vogliono posticipare di quattro anni e mezzo.
Perché, già, nessuno sa che fare, e allora ci vuole ancora Monti.
E nel frattempo, lo stesso segretario del PD che ha chiuso l'assemblea nazionale dicendo: "e qualcosa faremo", ma senza dire cosa, in questi quattro anni e mezzo, si potrà scegliere i giovani che piacciono a lui: " I nuovi non ce li porterà la tv. I nuovi verranno fuori per capacità, esperienza e rispetto per tutti quelli che ci hanno portati fin qui. Abbiamo bisogno di forze fresche e giovani ma anche esperte".
Ossequi, signor segretario.

lunedì 23 luglio 2012

Conoscete mica 30.000 iscritti al PD che...

...abbiano voglia di sostenere cinque referendum?

Perché a me piace molto fare polemica, quando non mi fanno votare m'arrabbio, e poi ci ripenso, m'accorgo che mi hanno preso in giro, e allora è ancora peggio.

Però insomma questa accusa di voler pensare sempre e solo alle nostre beghe interne (=del PD) non mi va giù e nemmeno quella di essere polemico a tutti i costi.

Perché la mia vita è fatta di uno stipendio bloccato (e per fortuna che c'è, finché l'Italia non fallisce), di trasformare le ex stalle dei maiali di Nonno Mario in una casa (con le banche che non danno i mutui), di un lavoro che mi piace un sacco (e che mi piacerebbe molto di più se avessimo fondi per fare ricerca).
La mia vita è fatta di una famiglia non a norma (perché sui diritti civili in Italia non hanno problemi solo le coppie gay), ma che si basa sull'amore, di un figlio che si spera arriverà, magari prima della fine dell'anno, e allora vorrei che avesse buone scuole, un posto bello in cui crescere, un Paese più libero e solidale, e magari vorrei che da grande potesse sposarsi (con una persona che ama, del suo sesso o dell'altro sesso).

E a mensa al CNR, alle cene con gli amici, anche alle riunioni di partito parlo cento volte di queste cose e cinque volte di regole, primarie, ricambio, democrazia interna (perché queste cose mi stanno sul cavolo anche a me, basterebbe fossero acquisite e si potrebbe non parlarne più).

Ecco allora questo weekend noi, noi contestatori, noi preclusi, noi-che-si-parla-sempre-di-primarie, siamo stati ad Albinea, per parlare della Prossima Italia.
Il Fatto quotidiano dice che, in tre giorni, avremmo deciso che se il PD va con l'UDC allora si lascia il PD. Poi però, nel video allegato Pippo, Thomas, Dino e Giulia non dicono proprio così. Comunque va bene lo stesso.

Il fatto però è che, ad Albinea, avremmo deciso di provare a fare una cosa: dare la parola agli iscritti e agli elettori del PD, su cinque cose concrete. Alla faccia di chi parla sempre di nomi e di primarie: fisco, diritti, ambiente, spesa pubblica e alleanze. Per fare questi referendum ci vogliono le firme di 30.000 iscritti al PD. Allora, anche a chi ci accusa di essere polemici, chiediamo: li facciamo questi referendum? Perché quando non si vota, si urla, ma quando si vota poi sappiamo essere leali: in democrazia si fa così.

domenica 22 luglio 2012

Le Lasagne di Nico e i democratici non praticanti

Come dice Dino Amenduni (uno che di comuncazione se ne intende) la più grande sorpresa di Albinea, terzo anno, è stato trovare più gente delle altre volte, più gente che veniva da ogni parte d'Italia.
All'Assemblea Nazionale ci accusano di parlare delle nostre beghe, solo perché chiediamo più democrazia. Chi ci accusa dovrebbe venire ad Albinea, a vedere se parliamo di beghe interne o se parliamo delle cose da fare per rilanciare l'Italia. Pare strano, ma ad Albinea non veniamo solo per il gnocco fritto e per le lasagne di Nico, che da sole valgono il viaggio.
Ad Albinea vengono a confrontarsi con noi piccoli imprenditori che si sentono democratici, ma che alle ultime elezioni non han votato, e giovani che ci dicono in faccia: se il PD fosse come voi lo voterei, ma per ora non chiedetemi di votarlo.
Pippo Civati ha definito queste persone in modo fantastico: democratici non praticanti.
Io vorrei che fosse chiaro a tutti che quando proviamo a scuotere il PD lo facciamo per un solo scopo: costruire un PD che meriti il voto e la militanza dei democratici non praticanti, che per inciso sono molti molti molti di più di quelli che votano l'UDC.

martedì 17 luglio 2012

4726 volte scusa

Il 25 ottobre 2009, 4726 cittadini della Provincia di Pisa hanno votato, alle primarie del PD, Ignazio Marino.
Per colpa delle liste bloccate, che mi conoscessero o no, che mi giudicassero capace o no, io sono stato spedito in Assemblea Nazionale a rappresentare questi elettori del PD.
Sabato scorso 14 luglio 2012, io non sono stato in grado di rappresentarvi degnamente, non sono stato in grado di votare, mi sono fatto fregare, insieme agli altri 350 delegati presenti.
Come spiego con dovizia di particolari sul sito di Prossima Italia mi hanno fregato quattro volte: non mi hanno fatto contare i voti favorevoli, mi hanno inventato che non potevo votare per colpa dei regolamenti parlamentari, o perché il segretario aveva già detto qualcosa di troppo simile. Infine, mi hanno detto che l'assemblea si doveva fare in tempi ridotti per colpa degli impegni del Parlamento (che invece non esistevano).
Mi sono accorto che mi fregavano, ma le motivazioni esatte so darvele solo ora. Avrei invece fatto meglio a dirle sul palco, direttamente sabato scorso.
Dei 4726 di cui sopra, alcuni non saranno più elettori o più iscritti del PD, perché non sono stato (non siamo stati) abbastanza bravi a rappresentarli, o perché il PD di oggi è troppo diverso da quello che auspicavano. Altri stanno ancora, a modo loro, dentro il PD, e cercano di cambiarlo. Altri votano ancora il PD (più o meno turandosi il naso) ma non hanno più voglia di fare politica attiva. Altri, infine, sono ancora nel PD, e magari hanno cambiato idea e stanno con la maggioranza.
A tutti questi, indistintamente, io sento di dovere delle scuse, perché sabato scorso, in loro rappresentanza, non ho fatto valere il mio diritto di usare questa benedetta delega.

domenica 15 luglio 2012

L'AmbaraDalema

Un solco sempre più profondo tra Bersani e D'Alema.
Un D'Alema in sempre più splendido isolamento, fotografato ieri da Popolino.
Però lo scoop ce l'ho io. Perché non si limita solo a criticare il segretario, dicendo che sarebbe stato meglio far votare gli ordini del giorno preclusi, ma guardate un po' qui?

Usa l'ambaradan!

Bega su bega noi arriveremo a Roma. Malgrado loro.

Però intanto ripartiamo da Albinea, sabato e domenica prossimi.
Mi fa molto piacere vedere che un po' di blog che cerco di seguire provano a spiegare meglio di me e in modo più conciso e pacato di quanto avessi fatto io ieri sera, cosa sia successo ieri. E di come la dirigenza del PD sia sempre più assediata: non da noi, ma dal mondo che sta fuori.
Allora Pippo prova a spiegare dove si possono mettere le loro interpretazioni personalissime dei regolamenti parlamentari, Paolo Cosseddu (tagliati la barba!) si difende, Jacopo ci racconta come l'ha vissuta lontano dal caos e dalla calura, Fabian Pavel ci rammenta che non è più stagione di caminetti.
Il bello dello scrivere qualcosa è che lungo la strada si trovano altre persone con la quale riflettere e confrontarsi. Ad esempio Emanuele Contu, di cui condivido molto di quel che scrive, e soprattutto condivido tutto del perché scrive.
Ma forse, come ci fa notare Ale Siro, Makkox ci batte tutti. Alla grande.

sabato 14 luglio 2012

Le nostre beghe. Perché sia chiaro a tutti.

(che poi quando ho deciso di aprire un blog ho anche pensato: però cavolo, non voglio fare un blog per parlare dell'ombelico del PD...)

Oggi sono stato all'Assemblea Nazionale del PD. E dire che ero partito pessimista e che alla replica di Bersani lo ero un po' meno. Bersani, che si è pure permesso di bacchettare Franceschini e Letta, perché parlano troppo ai giornali e meno in assemblea, e di spiegare, col sorriso, che non ha senso invocare lo statuto per evitare altri candidati del PD alle primarie per il Premier, e neppure chiamare i carabinieri.

Poi è successo quello che tutti temevamo. Lo temevamo perché ogni nostro tentativo di far votare un documento sui diritti civili era stato respinto, in tutte le assemblee precedenti, e perché ogni nostro tentativo di far votare un documento sulle primarie era stato respinto, in due assemblee precedenti.

Già perché quando si vuole evitare una cosa, ma evitare anche una figuraccia, il metodo Bindi prevede che la presidenza decida di non far votare gli ordini del giorno, anziché lasciare che l'assemblea voti contro.

Per essere chiari: Bersani ha parlato del problema degli esodati. Alcuni parlamentari, compresa la nostra Maria Grazia Gatti, hanno proposto un'ordine del giorno sul tema, per rafforzare le parole di Bersani, hanno raccolto trenta firme (compresa la mia), lo hanno portato alla presidenza, e l'ordine del giorno è stato approvato.

Poi Bersani ha parlato delle primarie per il premier e delle "primarie" per i parlamentari. Noi di Prossima Italia abbiamo raccolto trenta firme, per rafforzare le parole di Bersani sul tema. La "presidenza", senza raccogliere trenta firme, ha raffazzonato un ordine del giorno, per distorcere le parole di Bersani, ha fatto votare quell'ordine del giorno (presentato entro le 13 come il nostro? C'erano le 30 firme?), e poi ha detto che, votato quello, era preclusa la votazione degli altri ordini del giorno sul tema, perché non si può votare su una cosa che Bersani ha già detto. Notate la differenza con quanto sopra?

Sui diritti civili stessa solfa. Un documento "ufficiale" che prevede pochi diritti, ne viene presentato un altro che rafforza i diritti. Ma la votazione è preclusa dall'approvazione del documento ufficiale.

Insomma, quando la Presidenza vuole si può votare per rafforzare un concetto già espresso, quando la presidenza non vuole non si può.

Perché?

Perché Bersani è disposto a fare, le primarie per il premier, ma molti dei suoi sostenitori non vogliono. Già, perché se Bersani fa il candidato premier col voto di qualche milione di persone, come faranno poi i sostenitori di Bersani a chiedere qualcosa in cambio? Se invece Bersani fa il candidato premier, perché lo chiedono Bindi, Letta, Franceschini, i giovani turchi socialdemocratici, e gli ultra conservatori di Fioroni, allora in cambio si possono chiedere dei posti nelle liste "bloccate".
E per lo stesso motivo Bersani è favorevole alle primarie per i parlamentari, ma i sostenitori di Bersani molto meno, e per lo stesso motivo non si riesce a dire primarie, ma "forme di partecipazione" e comunque ogni ipotesi di riforma di legge elettorale deve prevedere un "premio di governabilità", un listone bloccato di parlamentari: è lì che si annidano le "competenze", leggasi quelli che arrivano da Marte e scansano ogni tipo di confronto democratico.

Insomma, dice Bersani, basta parlare di noi, basta parlare di regole. Parliamo dei problemi del Paese, delle nostre beghe.
Il problema è che io penso, come molti, che il Partito Democratico non è in grado di parlare al Paese finché non si rinnova profondamente. E allora, decidere se ci saranno 2 deroghe alla regola dei tre mandati, o 30 deroghe, decidere come saranno scelti i nostri prossimi deputati e senatori non è secondario. Perché gente che sta in Parlamento da 15 anni, senza neanche scomodarsi a scendere sulla Terra per fare la campagna elettorale (grazie al porcellum) non lo sa quali sono i problemi del Paese, e quindi non può risolverli.

Per i politici a vita il problema è la maggioranza del PD. Per me il problema è che se l'Italia non riparte sono a rischio il mio posto di lavoro, la mia permanenza in Italia, la possibilità dei miei familiari di aiutarmi. Insomma, la vita mia e della mia famiglia. E allora, prima che Grillo mandi a casa tutto il PD, la mia bega principale è riuscire, con le buone o con le cattive a mandare a casa questa gente. E credo che la delega che ho ricevuto alle primarie per l'Assemblea Nazionale la devo usare per questo.


Ora le è più chiaro quali sono le mie beghe onorevole segretario?

Marziani e incompetenti

Live dall'assemblea nazionale PD.
Dario Franceschini afferma solennemente che le primarie, se vanno fatte, dovranno essere per molti ma non per tutti.
Perché il gruppo parlamentare deve essere fatto da rappresentanza dei territori e da competenze.
Questo argomento è ripreso da molti di quelli che, col porcellum, facevano le liste un po' come pareva loro, e recentemente è stato affermato con forza anche dal segretario regionale toscano del PD.
Insomma, ci vuole uno di Pisa, uno di Genova, uno di Torino, uno di Castelfiorentino, uno di Vicenza, uno di Monza, perché dobbiamo rappresentare il territorio (e loro, forse, potranno essere scelti con "meccanismi di partecipazione"). Poi ci vorranno uno storico dell'arte, un chirurgo, un operaio, un insegnante, un imprenditore e un filosofo, per garantire le competenze.
Trascurando il non trascurabile fatto di chi sceglierà chi sono i competenti (Moody's?), noi in questo modo ammettiamo candidamente che vogliamo un parlamento di residenti su Marte molto competenti, e di persone molto radicate e buone a nulla.
Già ma quale alternativa? I "competenti" vivranno da qualche parte?
Allora un partito serio potrebbe far fare le primarie, a uno storico dell'arte di Pisa, un chirurgo di Genova, una operaia di Torino, una insegnante di Castelfiorentino, un imprenditore di Vicenza, un filosofo di Monza. Che magari, quelli radicati e competenti, a volte, le primarie le vincono.

mercoledì 20 giugno 2012

Truffati anche i truffatori

Passi la truffa, passino i biglietti falsi, ma stamparli in Italia no?
Perché finché ci fregano i lavori onesti è un conto, ma almeno quelli disonesti lasciateli agli italiani, per favore.

giovedì 7 giugno 2012

Quanti anni dovrò stare in carcere?

Stamani Fabrizio Falchi ha scritto questo sul suo status di facebook:
68 anni. Non la mafia, non dei giovani scapestrati perditempo, rivoltosi, arrabbiati, atipici, disoccupati, black bloc. Nemmeno di questo sono protagonisti i giovani. Vendetta privata forse, in cui però a rimetterci sono i più giovani che non c’entrano niente. Quante pagine di sociologia avremmo visto sui giornali se fosse stato un ventenne o un trentenne come spesso è successo all’estero? E allora concedetemi questo sfogo, che c’entra poco probabilmente, ma che parte proprio dal fatto che a confessare è un ultra sessantenne.
Penso a questo pazzo che uccide una giovane nella folle intenzione, di punire un preside o un magistrato, chissà. Adulti e vecchi, che litigano che lottano fra di loro, che si vendicano; e nel mezzo i giovani a pagare e a morire. Risuonano nella mia mente i problemi dell’Italia e la generazione attorno al 1940, che controlla l’Italia, che non si schioda dalle poltrone che ha lievitato il debito pubblico decidendo che lo stato doveva spendere più di quel che prendeva di tasse, facendosi prestare i soldi e riconoscendo una rendita a chi i soldi li aveva e indebitando figli e nipoti.
Credo che l’immagine dei ragazzi davanti al televisore, persi su facebook, che buttano sassi dal cavalcavia, che spaccano tutto nelle manifestazioni, sia ancora prevalente mentre il disastro compiuto da chi li ha preceduti ancora no, quello si tiene in secondo piano finché si può. Non siamo migliori ma nemmeno peggiori di chi ci ha preceduto, ma siamo nell’età nella quale spetterebbe a noi decidere del futuro dell’Italia visto che tale futuro è più il nostro che quello dei nostri genitori. Se a questo si somma il “dubbio” legittimo che la generazione che controlla l’Italia tanto brava poi non sia, non si può che sperare in un ricambio generazionale in tutti gli ambiti della società.
Ai giovani spetta farsi avanti e quindi, dopo tanti anni, mi ripeto: non siamo noi il problema, noi siamo la soluzione.




Qualcuno di voi, quelli un po' più anziani potrebbero dire: che ci combina il gesto di un folle con la questione generazionale?
Ecco, davanti alle frasi del "folle", che prima ancora di chiedere perdono chiede quanti anni di carcere dovrà fare, io penso che Fabrizio abbia ancora di più drammaticamente ragione. Singolarmente voglio bene a un sacco di gente nata negli anni '40 e '50, ma non c'è dubbio che questa generazione porti con se la colpa di aver ridotto l'Italia in questo stato.
E ancora oggi, provate a dire a qualcuno di loro che noi stiamo pagando il loro debito pubblico. Loro vi risponderanno: ma quanto ancora dovrò lavorare? Quanto prenderò di pensione?

sabato 2 giugno 2012

Con le budella di quello meglio...

Anno 1995, sezione PDS di Lari.
Chiedo a bruciapelo a Nedo del Priami:
"Nedo, ma te tra Berlusconi e Fini chi preferisci?".
Risposta secca:
"Con le budella di quello meglio ci strozzerei quello peggio".

Pensando al ridicolo balletto tra Tidei e Adinolfi, mi è venuta in mente la stessa cosa. E credo che anche Nedo del Priami mi risponderebbe lo stesso. L'aggravante è che questi stanno (più o meno) nel nostro di partito.

martedì 29 maggio 2012

Il terremoto di Jason

Visto che nel mio laboratorio al CNR si fanno un po' di isotopi "vintage" (si legga: con macchine vecchissime), e che gli isotopi di boro sulle rocce li facciamo solo noi, mi capita di ospitare un sacco di persone di paesi civili, quelli in cui si investe in ricerca, che vogliono collaborare con noi.
Questi giorni è il turno di Jason, dell'Università di Leeds. Jason oggi ha sentito il suo primo terremoto. E' venuto a Pisa con la moglie, che non ha mai sentito un terremoto in vita sua, e stamani dormiva ancora. Però si è spaventata tremendamente all'idea di stare un mese in un posto "sismico".
Già, in Gran Bretagna non ci sono terremoti. Eppure oggi Jason ha vinto un progetto (insieme ad altri 30 post-doc del suo Paese), che gli darà un posto ben remunerato per 5 anni e tanti soldi per fare ricerca (in totale quasi un milione di Euro). Congratulations, Jason! Magari verrà ancora qui a fare isotopi di boro, pagherà un contributo per le spese di laboratorio, e io ci terrò il laboratorio aperto, visto che il CNR e lo stato italiano mi danno zero euro per mantenerlo.
I soldi per il progetto di Jason sono stati stanziati (io mi ostino a dire investiti) dal British Geological Survey. Sarebbe il loro servizio geologico, che nei paesi civili si occupa dei rischi geologici, delle risorse geologiche e di un sacco di altre cose.
Ad esempio, negli USA c'è l'USGS. In Giappone c'è il GSJ.
Stiamo parlando di Paesi con forte pericolosità geologica, con molte risorse naturali, ma soprattutto di Paesi evoluti.
Però un signor servizio geologico esiste in Paesi geologicamente simili all'Italia, ma un po' meno "leading countries": il Messico e la Turchia, per fare due esempi.
Voglio esagerare: limitandomi alle mie esperienze dirette, un servizio geologico decente, ce l'ha anche l'Etiopia.
Qualcuno di voi ha notizie del Servizio Geologico Italiano? E poi chiamiamo disgrazia un terremoto. La disgrazia è non avere un servizio geologico.

domenica 27 maggio 2012

sabato 26 maggio 2012

Caminetti fiorentini alias resoconto della non-segreteria regionale di ieri.

Sapete com'è, il caldo tarda ad arrivare ed anche in Toscana ci si adegua alla moda dei caminetti.
Il PD toscano pare un po' nella bufera, e la prossima settimana ci sarà la direzione regionale. Puntualmente, una settimana prima, si fa la segreteria regionale, alla quale per prassi vengono invitati i segretari provinciali del PD.
Ieri no, non è arrivata la convocazione.
Strano? Boh, sinceramente non mi ero posto il problema. Finché non mi telefona il mio più caro nemico e mi chiede: ma c'è o no la segreteria regionale? Perché io devo andare a una iniziativa ad Arezzo e leggo dai giornali che oggi pomeriggio dovremmo vederci... Io non ne so nulla, però vado a leggere i giornali.
E vedo che a tenere banco non è solo il caso Siena, ma la volontà di processare in contumacia Enrico Rossi, perché per sostituire un assessore competente ha scelto, con troppa fretta un altro assessore competente, mentre c'erano altre ambizioni per quella seggiolina.
Il problema dei "politici di professione" che sono sempre più distanti dalla società reale e che pensano di avere il diritto di occupare posti di comando senza alcuna competenza va affrontato, ma ne parleremo un'altra volta.
Il fatto è che si cercava in Enrico Rossi un prezioso alleato per ricomporre i casini senesi, ma ora c'è da fare la guerra a Enrico Rossi perché fa troppo di testa sua.
E allora non si può fare la segreteria ufficiale, perché lì ci sono tutti, magari gli alleati dei senesi da cazziare, magari i lettiani, magari quelli della fu mozione Marino (che son proprio rompiscatole, lo ammetto), magari qualcuno vicino a Renzi.
Allora no, si fa la segreteria finta, secondo il corriere fiorentino si fa il coordinamento regionale (che secondo il sito PD toscana non esiste), si chiamano solo i fedelissimi, cioè solo i segretari provinciali e poco più (chi?), e si decide cosa fare col Rossi.
Già la segreteria e la direzione non servono a nulla: si va lì a dire la nostra, a informarsi, e poi non cambia nulla. Però magari stavolta non si conta nulla lo stesso, ma a vederli litigare almeno c'era da divertirsi.
Un po' come la barzelletta del livornese che va al cinema da solo, e dopo due minuti gli si piazza davanti una signora con un cappello molto molto grande.
Al che il signore gli dice: "signora, o si leva il cappello o si leva le mutande perché quando vengo al cinema mi voglio diverti'!"
Invece magari in settimana tutto si ricomporrà, i grigi funzionari non avranno il coraggio di sfidare in campo aperto il valoroso Presidente, e venerdi prossimo alla direzione regionale saranno tutti tarallucci (rancidi) e vino (un po' acetoso).
Insomma, per noi poveri mortali né cappello né mutande.
In genere faccio un resoconto delle segreterie regionali e delle direzioni regionali e lo mando, in forma riservata, a un po' di persone interessate (se vi interessa scrivetemi).

Stavolta sono più fortunato, perché ci pensa la stampa.
Quindi potete leggere tutto qui.
Un solo commento al gesto di Marco Ruggeri che prima si dimette e poi ritira le dimissioni perché "siamo in un momento difficile". Ma come, non s'è vinto dappertutto?
Tenetevi buona questa frase, perché è una scusa ottima per tutte le occasioni, pubbliche e private.

Caro, vai a buttare la spazzatura?
Non posso, siamo in un momento difficile.



mercoledì 23 maggio 2012

Toscana (in)felix

Il Pd in Toscana, complice l'alto astensionismo e l'incapacità di attecchire del M5S fa cappotto, quasi meglio della nota regione rossa chiamata Brianza.

Nel frattempo il PD toscano è nella bufera. Sulla vicenda MPS, prendendo a pretesto il bilancio, la fronda interna al PD fa cadere il Sindaco di Siena. A voi decidere se sia uno scontro tra il vecchio e il nuovo, o tra il vecchio e il vecchissimo.

Nemmeno il tempo di raccapezzarsi un po' e arrivano le dimissioni dell'assessore regionale alla Sanità.
Personalmente non ho avuto modo di conoscere Daniela Scaramuccia, però dico solo che mi dispiace, come dovrebbe dispiacere a tutti, che una persona del suo spessore e del suo curriculum lasci, perché troppo stressata, perché non si sente al posto giusto, e nel frattempo trovi un posto migliore nel privato.
Vuol dire che la comunità ci rimette.

Se poi fossero vere le cose che scrive la Nazione, e cioé che il vero scontro è con i Sindaci e con le questioni legati alle società della salute (= alle seggiole), e se si mette questa cosa in parallelo con lo scontro che in Regione si propone quasi quotidianamente tra un altro ottimo assessore di alto livello tecnico (Anna Marson) e alcuni consiglieri del gruppo del PD, allora sì che dobbiamo essere tutti molto dispiaciuti.

Perché tutto questo è solo il segnale dell'incompatibilità crescente tra un certo tipo di ceto politico e la società. Non la "società civile", la società vera, quella che esiste fuori dal Palazzo e che un certo tipo di politica non riesce nemmeno a vedere.

Per fortuna Enrico Rossi ha prontamente sostituito l'assessore Scaramuccia con un altro assessore, pare anch'esso molto preparato tecnicamente. Speriamo che duri.


lunedì 21 maggio 2012

Madonna che silenzio che c'è a destra.

Questo è tutto dedicato alle dichiarazioni post-voto di Angelino Alfano.
Perché c'è da capire se chi non vota in realtà vota per il PDL o non vota affatto.
E anche se i voti del PDL torneranno a casa...

giovedì 10 maggio 2012

Come mi si VOTA di più?


Mi si vota di più se vengo in TV e me ne sto in disparte, o se in TV non ci vengo per niente?
Si può fare che vengo in TV e mi metto vicino a una finestra di profilo in controluce?

Dite voi se il diktat imposto dai grillini ai suoi candidati non vi ricorda niente...


lunedì 7 maggio 2012

Coincidenze

Non so se è capitato anche a voi. Dal '94 nessuno dice di votare per Berlusconi, e poi puntualmente prendeva un sacco di voti.
Finalmente, dopo quasi venti anni, quelli che dicono di votare per B., coincidono con quelli che votano B.
La novità è questa: prima si vergognavano di dirlo, ora si vergognano anche di votarlo.

E mentre sto per tirare un sospiro di sollievo, penso che il PD ha preso tanti tanti voti, ma non trovo nessuno, tra i non schierati, che dice di aver votato PD. O se stesse per succedere anche a noi?
"Speriamo di no" o piuttosto "lavoriamo perché non accada?"

Un, due, tre, cinque, ... stelle.

Fino a poco fa, tutti a parlare delle tre (presuntissime) stelle.
Mi sa che tra poco, le discussioni sulle tre stelle saranno spazzate via da quelle sulle cinque stelle...

domenica 6 maggio 2012

Nota a margine

La vittoria della Francia ci riempie di gioia e ci lascia sperare un'Europa diversa.
La Juve si è (quasi) meritata un campionato e questa è una grande notizia.

Se vi avanza tempo, date un'occhiata anche ai risultati elettorali in Grecia. Li trovate, per esempio, qui.
Io vi voglio far notare una cosa diversa da quella che vi diranno tutti i commentatori. C'è un "proporzionale rinforzato" pensato per un sistema bipolare. Ora il sistema bipolare si è sgretolato, e un partito con il 20% dei voti, sta portando a casa il 37% dei parlamentari.

Magari ricordatelo ai tanti maghi esperti di sistemi elettorali che proveranno a cambiare il porcellum. Soprattutto a quelli in casa PD.